Dialoghi di Storia Walking Tour: Padula

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Il Walking Tour continua

La tappa numero tre di Dialoghi di Storia Walking Tour questa volta si sposta a Padula, giร  sede dei precedenti Dialoghi di Storia. Dopo i saluti istituzionali, affidati all’Assessore alla Cultura Filomena Chiappardo in piazza Umberto I alle ore 16:30, ci si sposterร  tutti insieme verso uno dei luoghi piรน significativi del monachesimo italo greco, ossia la chiesa di San Nicola Delle Donne.

I motivi di un nome

Il nome “San Nicola De Donnis” da sempre รจ oggetto di dibattiti: alcuni vedono in quel “De Donnis” la contrazione di “De Domnis”, ossia “dei signori”, in riferimento forse a qualche autoritร  locale del tempo. Altri, invece, traducono il “de donnis” in “delle donne”, spiegandolo con la presenza nelle vicinanze di un istituto religioso femminile.

Al di lร  delle interpretazioni, รจ sicuramente una chiesa molto peculiare: alle particolaritร  architettoniche dell’esterno unisce il fatto di essere l’unica chiesa a conservare all’interno tracce dell’iconostasi, la bizantina divisione fra la zona dell’altare e la zona riservata ai fedeli. L’aula quadrata, con tracce di affreschi, presenta una cavitร  che conduce ad un Martyrium, ossia una cripta sotterranea.

Programma della giornata

Un luogo ricco di fascino, ubicato a ridosso della Chiesa Madre e nelle vicinanze del primo nucleo abitativo del paese. Da qui, dopo il seminario tenuto dalla prof.ssa Rosanna Alaggio, partirร  alle 18:00 un itinerario a cavallo di epoche e ordini religiosi che dai bizantini toccherร  i basiliani e gli agostiniani, spettatori privilegiati della vita politica del luogo.

Da San Nicola ci si sposterร  quindi a San Agostino, tra suggestioni storiche ed esempi di arte presepiale a cura dell’Associazione Amici del Presepe di Padula.

Alle 19:00 ci sarร  il seminario itinerante “Scritti di luce” a cura di Pasquale Di Maria, founder di Vallo a Conoscere e co-organizzatore dell’evento, che spiegherร  i rudimenti della street fotography approfittando degli scorci e delle prospettive di questo suggestivo percorso.

Appuntamento a Padula, quindi, sabato 28 luglio alle ore 16:30 per i Dialoghi di Storia Walking Tour.

MODALITAโ€™ DI PARTECIPAZIONE

Contributo organizzativo: โ‚ฌ 5.00

PRENOTAZIONI ED ISCRIZIONI: ENTRO E NON OLTRE IL 25 LUGLIO

Pasquale 3208625168

Serena 340 623 1645

valloaconoscere2@gmail.com

www.fondazionemida.it

Lโ€™impianto idroelettrico delle grotte

Storia dell’impianto

Alla fine del 1800 lโ€™evoluzione della โ€œruota idraulicaโ€ in unaย โ€œturbina motriceโ€ย determinรฒ un progresso tecnico importantissimo, ossia lo sfruttamento della forza cinetica dellโ€™acqua. Cadendo, infatti, l’acqua azionava le pale della turbina, permettendo la produzione dellโ€™energia elettrica. Il grande dislivello e la notevole quantitร  di acqua disponibile convinsero Alfonso Palladino (che da proprietario di un mulino di sfruttamento dellโ€™acqua si intendeva) ad interessare la Societร  Italiana delle Applicazioni Elettriche di Torino per realizzare, cosรฌ, un impianto idroelettrico tra i primi in Italia.

La progettazione fu affidata alla Ditta Ing. Buonomo e Utili di Napoli, i lavori di costruzione durarono circa quattro anni e lโ€™impianto fu inaugurato il 15 settembre 1907. La โ€œcorrenteโ€ prodotta nella โ€œCentraleโ€, nell’arco di qualche mese, raggiunse con una prima linea di circa 23 chilometri Sala Consilina, costeggiando la strada โ€œnazionale delle Calabrieโ€. Inerpicandosi per le rampe di Campestrino arrivรฒ poi a servire, con delle diramazioni, i comuni di Polla, Sant’Arsenio e San Pietro al Tanagro, per poi raggiungere Atena Lucana e Teggiano. Dalla parte opposta furono alimentate Auletta, Caggiano e Buccino.

Per le popolazioni di questi Paesi fu un cambiamento epocale, soprattutto se si pensa che lโ€™energia elettrica serviva allora quasi esclusivamente per le lampade dellโ€™illuminazione pubblica e privata. Per la popolazione di Pertosa l’impianto idroelettrico, la cosiddetta “Centrale“, significรฒ anche un significativo incremento dellโ€™occupazione.

Problemi religiosi nella costruzione dell’impianto

Prima della realizzazione dellโ€™opera i Benedettini di Cava dei Tirreni si opposero alla realizzazione di qualunque manufatto all’interno della Grotta, per preservarne โ€œla naturale bellezzaโ€ e per non โ€œurtare il senso religioso delle popolazioni finitimeโ€.

Per contenere le acque fu quindi realizzato, esternamente alla Grotta, un muro con funzioni di diga dal quale prende origine la condotta forzata.

La condotta, che dalla diga portava lโ€™acqua nella Centrale, fu realizzata con non poche difficoltร  ma senza incidenti. Ha una doppia pendenza ed รจ completamente sotterrata.

l’impianto idroelettrico del Tanagro ha assicurato per decenni lโ€™energia elettrica all’intero circondario, ed ha accompagnato per piรน di un secolo lโ€™immagine delle Grotte di Pertosa-Auletta integrandosi in modo armonioso.

Foto e testo di Vittorio Caggiano


Dialoghi di Storia a Padula

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In arrivo un nuovo appuntamento con “Dialoghi di Storia“, la manifestazione itinerante promossa da Fondazione MIdA, Rete dei Musei del Vallo di Diano, Forum dei Giovani e dalle Associazioni Giovanili. Il ciclo di incontri รจ patrocinato dai Comuni e dellโ€™Assessorato allo sviluppo e promozione del turismo della Regione Campania. Questa volta i “Dialoghi” fanno tappa a Padula, alla ricerca di giovani studiosi del territorio. Un momento particolarmente importante, che vorrebbe fare da argine alla fuga di tanti cervelli che, spesso, per mancanza di opportunitร  si vedono costretti a rivolgere altrove la loro attenzione.

L’incontro, moderato dalla professoressa Rosanna Alaggio dell’Universitร  degli studi del Molise, si svolgerร  quindi nella cittร  che ospita il famoso cenobio certosino. A “dialogare” con la professoressa Alaggio saranno l’ingegnere Giuseppe La Greca e la dottoressa Brunilde Brigante. Sede dell’incontro sarร  il Museo Civico Multimediale.

Il Museo, allocato nell’ex palazzo Brando e nelle vicinanze del Municipio, si divide in tre sezioni. Nella prima si racconta dei ritrovamenti archeologici nel Vallo di Diano, che hanno riportato alla luce pezzi di notevole fattura. Alcuni di questi collegano il territorio alle botteghe manifatturiere di Paestum. Nella seconda si tratta delle vicende risorgimentali che dalla seconda metร  del 1700 in poi hanno infiammato il territorio. Triste epilogo di queste vicende fu la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane del 1857. L’ultima sezione, infine, illustra le vicende del brigantaggio meridionale, cercando di fare luce su un fenomeno in bilico fra mitizzazione e demonizzazione.

Insomma un luogo ricco di Storia e di storie, che ben si sposa con lo spazio dato ai ricercatori o agli studiosi della zona. Appuntamento quindi per sabato 13 luglio 2019 alle ore 18:00 a Padula.

Stelle di David in cieli di roccia

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“Come sopra, cosรฌ sotto”.

250 metri di roccia calcarea che fungono contemporaneamente da cielo e terra. In superficie, da un lato, la sommitร  della montagna รจ il “pavimento” su cui corre il nastro d’asfalto di un’autostrada; dall’altra parte, in basso, la stessa montagna รจ una volta ornata di stalattiti che abbraccia le Grotte di Pertosa-Auletta. Da un lato camion, autobus e automobili, dall’altro nulla, solo un maestoso silenzio. L’unico rumore che si sente รจ il ritmico tambureggiare di goccioline d’acqua che cadono giรน dalla volta di questo tempio geologico. La Grande Sala infatti, ornata di merletti calcarei e alabastro, nulla fa trapelare del frastuono esterno. In questo mondo alieno l’uomo รจ solo uno spettatore. O forse no? Tra concrezioni e stalattiti, che crescono nei due sensi in maniera complementare (“come sopra cosรฌ sotto” dicevano gli alchimisti), ecco perรฒ spuntare alcune stelle di David: tracciate a penna, perfettamente leggibili, scritte con forza su una pagina di pietra. “Un simbolo senza popolo per un popolo senza simboli“. Sotto un numero, e accanto ad esse un nome.

La Grande Sala.

Testimonianze dal passato.

Fa una certa impressione vedere stelle di David nelle Grotte di Pertosa-Auletta: lo si diceva prima, ci si trova in un altro mondo, eppure quei segni fatti a penna evocano immediatamente tempi lontani e oscuri. Sono la tangibile prova che per un periodo di tempo l’uomo รจ riuscito a portare anche qui se stesso e i suoi conflitti, le sue ansie e le sue paure, le sue speranze e i suoi progetti. In questo caso, si รจ difronte all’immagine piรน evocativa degli ultimi settant’anni.

Storia delle stelle di David.

La stella, o scudo, di David non รจ, in realtร , il simbolo degli Ebrei. Furono i nazisti, cucendo sulle divise dei giudei la stella gialla a sei punte, ad “abbinare” questa figura all’ebraismo. E se sullo sterminio del popolo ebraico tanto si รจ detto e scritto, poco si sa degli ebrei che presero parte attiva al conflitto; e furono parecchi. Basti pensare che circa 30.000 volontari ebrei palestinesi si paracadutarono dietro le linee tedesche per assistere gli Alleati: scopo di questa missione era “fornire […] informazioni di intelligence e alleviare le sofferenze degli ebrei europei sotto il dominio tedesco“. Altri, in numero imprecisato e sparsi un po’ in tutta Italia, si rifugiarono insieme alle comunitร  di appartenenza in ricoveri di fortuna come cantine o, per l’appunto, grotte.

Particolare di una delle stelle.

Esempi nella Storia.

Come accadde a Tora e Piccilli, in provincia di Caserta. Le grotte del luogo furono utilizzate dai cittadini per mettere in salvo gli ebrei napoletani dallo sterminio nazista, e ogni anno lรฌ si commemora questa circostanza. Stessa cosa accadde nelle grotte sotterranee dellโ€™Ucraina dellโ€™Ovest, le cosiddette grotte โ€œdel Curaโ€ (Grotta del Prete), ove 38 ebrei tra i 2 ed i 76 anni scamparono per 511 giorni alla crudeltร  nazista, una storia riportata alla luce nel 2002 dalle ricerche di un americano.

I bombardamenti.

Non รจ ancora chiaro se le stelle di David nelle Grotte di Pertosa-Auletta stiano a significare la presenza di vittime o di soldati. La tradizione popolare e le numerose firme presenti sulla roccia raccontano di una comunitร  abbastanza numerosa che ha vissuto lรฌ sotto per un determinato periodo. Le notizie storiche dicono che tutta la zona nel 1943 รจ stata bombardata: il 9 settembre un bombardamento alleato contro le difese tedesche di Kesselring si concentrรฒ sulla linea Auletta-Rogliano. Un altro bombardamento, tra il 16 e il 19 settembre dello stesso anno, prese di mira la linea Auletta-Potenza. Non si hanno prove certe della presenza di ebrei locali nei campi di internamento nelle vicinanze, nรฉ sono state tramandate fonti scritte su questa vicenda. Le uniche notizie arrivate a noi sono le stelle di David, alcune firme e un nome particolare, Jakob Spier. Anche di lui si ignora ogni cosa. Altra particolaritร , quel 462 che appare sotto una delle stelle. E’ troppo corto per essere uno dei numeri che stavano a indicare gli ebrei nei campi di sterminio; รจ piรน probabile che sia invece il numero del battaglione a cui appartenevano gli ebrei rifugiatisi lรฌ sotto.

Alcune firme sulle pareti delle Grotte di Pertosa-Auletta. Si possono notare le date, 1944 e 1945, al di sotto dei nomi.

Il monito delle stelle di David.

Oltre alle stelle d’inchiostro e alle firme vi รจ anche una frase in ebraico. Alcuni israeliani, in visita alle Grotte, l’hanno tradotta, e piรน o meno dice “Questa valle รจ bella, ma quella che ci aspetta lo รจ ancora di piรน“. Non sappiamo se quelle persone abbiano poi ritrovato la valle dei loro sogni. Sappiamo per certo, perรฒ, che quelle firme sono ancora lรฌ, sentinelle vigili che ci ricordano che quella che per noi oggi รจ una piacevole escursione, un tempo era la difficile e necessaria soluzione per sopravvivere.

La frase in ebraico.

Il Battistero di San Giovanni in Fonte

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Il Battistero: un unicum mondiale

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte รจ un edificio religioso situato sul confine tra Padula e Sala Consilina, ma ricadente in territorio padulese. Sorge nellโ€™antico Marcellianum, l’antico latifondo agricolo della sovrastante cittร  di Cosilinum, ora Padula, e costeggia la via Popilia, una delle strade piรน importanti del mondo romano. La sua caratteristica principale รจ quella di essere l’unico Battistero al mondo ad essere stato costruito su di una sorgente perenne, che alimenta la vasca battesimale. L’edificio probabilmente risale al IV secolo a.C. e fu dedicato a papa Marcello, colui che istituรฌ nuove diocesi ed impose la presenza di un battistero per ogni diocesi.

Dall’interno del Battistero verso l’esterno.

Un po’ di storia

Prima di essere adibito ad uso cristiano, perรฒ, il Battistero era un tempio marino dedicato alla ninfa Leucothรจa, “la dea bianca”, colei che offre nell’Odissea il suo velo a Ulisse per salvarlo dalla furia del mare. La trasformazione dell’edificio da pagano a cristiano รจ abbastanza tipica del periodo paleocristiano, in quanto con il diffondersi della nuova religione spesso si preferiva convertire i vecchi edifici (soprattutto se rispondevano alle mutate esigenze) anzichรฉ costruirne di nuovi.

L’esterno del Battistero.

Il Battistero e il rito del battesimo

Un altrettanto interessante connubio fra Oriente e Occidente รจ che in questo Battistero si veniva convertiti al Cristianesimo mediante il rito orientale dellโ€™immersione completa. Cassiodoro, storico romano, in una lettera del 527 al re dei Visigoti Alarico riferisce anche di un prodigio che si verificava la notte di Pasqua. Il battezzato scendeva sette scalini, simboleggianti i sette peccati capitali, presenti nella vasca battesimale. Una volta giunto sul fondo lโ€™acqua della sorgente riempiva la vasca battesimale, raggiungeva il livello della gola e poi “miracolosamente” ritornava al suo livello normale. Questa particolaritร  faceva si che molti fedeli frequentassero questo luogo. Altra notizia, riportata sempre da Cassiodoro, รจ che nei paraggi del Battistero ogni anno, il 16 settembre, si teneva una fiera, la fiera di San Cipriano, in cui molti venivano derubati. Lo storico esprime la sua disapprovazione per questi furti, non ritenendoli adatti alla sacralitร  del luogo, e chiede maggiore sicurezza.

L’interno del Battistero.

L’Ordine dei Cavalieri di Malta

Nel 1077 il Battistero diviene proprietร  dei monaci benedettini del complesso della SS. Trinitร  di Venosa, ed รจ in questo periodo che assume il nome di San Giovanni delle Fonti. E’ interessante notare come anche il complesso monastico di Venosa abbia un battistero paleocristiano con ben due vasche battesimali, una esagonale e una cruciforme. Nel XV secolo il Battistero passa nelle mani dell’Ordine dei Cavalieri di Malta diventando una Commenda, ossia un luogo dove i pellegrini potevano riposarsi. In Campania erano molte le Commende dell’Ordine: oltre a Padula vi erano Napoli, Salerno, Capua, Aversa, Lauro, Marigliano, Alife, Cicciano, Montesarchio e Buccino. Successivamente, dopo varie trasformazioni, il Battistero entra a far parte dei beni della Certosa di Serra San Bruno.

Il Battistero paleocristiano oggi

Da qui il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte passa al demanio comunale, per poi sparire. Ricomparirร  soltanto alla fine dellโ€™Ottocento, e in pessime condizioni; bisognerร  aspettare i restauri condotti dalla Soprintendenza tra il 1985 e il 1987 per capirne la struttura originaria. Probabilmente lโ€™edificio era articolato intorno alla vasca centrale, contornata da archi a tutto sesto, che a loro volta reggevano una cupola. Prospiciente alla vasca vi รจ un piccolo ambiente con un altare di pietra. Nei pennacchi delle volte vi sono dei frammenti di affreschi, di probabile matrice bizantina, raffiguranti una processione di santi; sempre sulla volta sono collocate altre quattro teste, che probabilmente rappresentano i quattro Evangelisti. 

I processi di creazione del suolo

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Come si forma il suolo

Conoscere il suolo per capirne l’importanza.

Una visita al Museo del Suolo.

Una visita al Museo del Suolo.

Il suolo รจ una delle cose piรน preziose che Madre Natura ci ha donato, e grazie ad esso abbiamo ciรฒ che ci serve per vivere. รˆ una risorsa limitata che occupa lo strato superficiale della crosta terrestre; lรฌ affondano le radici le piante, lรฌ proliferano alghe, funghi e batteri. Ogni giorno, osservando il paesaggio che ci circonda, possiamo renderci conto che calpestiamo il suolo. In campagna, in montagna, dove vediamo lโ€™erba o delle pozzanghere di fango. Si, proprio lรฌ esiste il suolo o sono in atto i processi per la sua creazione. La FAO ha istituito la Giornata del Suolo, il 5 dicembre.

Come si crea questo prezioso elemento e perchรฉ รจ cosรฌ importante?

Gli agenti atmosferici (agenti esogeni) quali pioggia, neve etc. modellano la superficie terrestre agendo dall’esterno. Una montagna, ad esempio, รจ in continuo cambiamento, in quanto gli agenti atmosferici la modificano e la disintegrano piano piano, formando il suolo. La roccia di cui รจ formata la montagna, infatti, si riduce in frammenti, che possono sia restare nello stesso posto sia essere trasportati altrove. Questi elementi, grandi, piccoli o microscopici, sono poi soggetti a trasformazione dagli organismi pionieri, (licheni, batteri, alghe e muschi, ossia i primi organismi che prosperano in questo nuovo ambiente) per mezzo di sostanze che essi stessi producono. A questo materiale, minerale, si mescolano poi i resti di organismi vegetali e animali che sono decomposti da diversi microrganismi e che formano lโ€™humus. Man mano che passa il tempo si forma sempre piรน terreno, che organismi viventi ed agenti climatici continuano a modificare ulteriormente.

I diversi tipi di suolo.

I diversi tipi di suolo.

Una volta creatosi, che succede nel suolo?

Con l’aumento di spessore le piante hanno la possibilitร  di far attecchire le proprie radici; in base alla quantitร  di terreno presente si sviluppano piante con radici piรน o meno grandi. All’interno del terreno vi sono piccoli organismi che lรฌ passano la maggior parte della vita: lombrichi, lumache, formiche, talpe modificano e modellano il proprio habitat in base alle loro esigenze, e contribuiscono a mantenere gli strati superficiali ben areati. Lโ€™acqua piovana poi, filtra attraverso il suolo e trasporta in profonditร  tante altre sostanze diverse contribuendo al suo espandersi e alla diversificazione. Il suolo puรฒ avere differenti spessori, raggiungere diverse profonditร  e questo รจ ciรฒ che lo contraddistingue da luogo a luogo. Lo spessore del suolo dipende dal tipo di ambiente morfo-climatico in cui esso prende vita: clima, temperatura, umiditร , organismi viventi, rilievo (altitudine), pendenza del versante, esposizione, roccia madre, e dal tempo trascorso dall’inizio della trasformazione del suolo.

Lo spessore del suolo.

Lo spessore del suolo.

Per concludere…

Il suolo รจ una risorsa preziosa sia sul piano ecologico sia sul piano economico, limitata e non rinnovabile, ed รจ importante conoscere i suoi processi di creazione. Insieme all’acqua e all’aria รจ uno degli elementi fondamentali per la vita. Il suolo regola il ciclo naturale dell’acqua, dell’aria e delle sostanze organiche e minerali, filtra e depura l’acqua. Se il suolo รจ inquinato, tutto ciรฒ che nasce o vive al suo interno รจ contaminato: le colture che poi arrivano sulla nostra tavola, lโ€™acqua che beviamo. รˆ sempre importante rispettare la natura, conoscerla ed avere coscienza di ogni nostra azione, per tutelare noi stessi.

Dialoghi di Storia Walking tour: Palomonte

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Dialoghi di Storia Walking Tour Dopo il successo del primo appuntamento, domenica 6 luglio 2019 ci spostiamo a Palomonte.

A Caselle in Pittari la mostra fotografica su Ernesto Guevara

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I viaggi e i libri di Ernesto a Caselle in Pittari

Sarร  inaugurata sabato 22 giugno 2019 alle ore 18.00 presso il Ristopub La Sosta a Caselle in Pittariย la mostra fotografica “I viaggi e i libri di Ernesto”, dopo l’esposizione presso il Centro Visite delle Grotte di Onferno in provincia di Rimini.

All’inaugurazione interverranno ย il presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia, il presidente della Cooperativa Terra di Resilienza, Antonio Pellegrino, e il titolare del Ristopub, Michelangelo Fiscina, che ha da qualche tempo dedicato una sala del suo locale a mostre ed eventi culturali.

La mostra sarร  esposta presso il Ristopub da sabato 22 giugno 2019 a domenica 30 giugno 2019 ed รจ visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00.

Lโ€™ingresso รจ libero e gratuito.

Durante l’esposizione, inoltre, e precisamente venerdรฌ 28 giugno 2019 alle ore 18.00 e sempre presso il Ristopub La Sosta ci sarร  un incontro-dibattito con Ramiro Guevara Erra, fratello minore di Ernesto, nato dal secondo matrimonio di Ernesto Guevara Lynch.

I Dialoghi di Storia vanno in Tour: Petina

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Dialoghi di Storia Walking Tour: la prima tappa a Petina Gli incontri seminariali, giunti alla seconda edizione, diventano itineranti. Si terranno nei luoghi che presentano le testimonianze piรน importanti delle comunitร  italo-greche nel Principato Longobardo di Salerno.

Dialoghi di Storia a Teggiano

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Quarto appuntamento dei Dialoghi di Storia Nella splendida cornice del Convento SS. Pietร  a Teggiano