Il Museo del Suolo al Centennial Celebration and Congress of the International Union of Soil Sciences

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Lo stato di salute del suolo e il benessere umano

Il Museo del Suolo di Pertosa-Auletta continua a essere un modello di eccellenza nella divulgazione scientifica e nella promozione di una cultura sostenibile del suolo. Infatti, durante il convegno Centennial Celebration and Congress of the International Union of Soil Sciences” tenutosi a Firenze dal 19 al 21 maggio 2024, il Museo è stato presentato dal direttore Vincenzo Michele Sellitto nella sessione intitolata “Soil as a Cultural Heritage: the Soil Knowledge as a Heritage for the Future Generations”. Il titolo della presentazione è stato: “Il Museo del Suolo di Pertosa-Auletta (Italia) – Esplorare il suolo – Un mondo nascosto sotterraneo”.

Il Museo del Suolo

Il museo, unico in Italia e inaugurato il 22 aprile 2016, offre un viaggio conoscitivo dedicato al suolo, risorsa fondamentale per la vita sul nostro pianeta, per l’agricoltura e per il benessere dell’umanità. Situato nel comuni di Pertosa, permette di esplorare un mondo sotterraneo dove avvengono attività chimiche, fisiche e biologiche tumultuose da cui dipendono il paesaggio, il cibo che consumiamo e la nostra sopravvivenza. Il museo si estende su 1.500 metri quadrati di spazio espositivo coperto, offrendo un’avventura straordinaria per tutti i sensi. Un percorso di conoscenza adatto a tutti, dagli studenti più giovani agli esperti.

Il convegno

Un tema cruciale emerso durante l’incontro è stato l’importanza della divulgazione, essenziale per creare consapevolezza dell’importanza del suolo. La divulgazione passa anche dai musei e le connessioni tra musei di tutto il mondo possono contribuire a sviluppare e promuovere una nuova cultura del suolo. È inoltre fondamentale riconoscere che il suolo è vivo e che, attraverso la collaborazione internazionale, si può diffondere la conoscenza e stimolare la consapevolezza che il suolo è una “entità vivente“. Il convegno ha evidenziato l’importanza della sinergia tra musei e istituzioni per promuovere una maggiore comprensione e rispetto per il suolo, patrimonio per le future generazioni ed elemento vitale per l’ecosistema terrestre.

Inoltre, nell’ambito dello stesso convegno, il direttore ha presentato una sessione specifica dal titolo “Il microbioma come filo conduttore dalla salute del suolo a quella umana: interazione, impatto e ruolo del microbioma suolo-pianta-uomo come nuova sfida dell’agricoltura innovativa e del cibo di qualità”. In questa sessione è stato messo in evidenza come il microbioma del suolo sia il collegamento tra la salute del suolo, delle piante e il benessere umano.

Il microbioma del suolo è probabilmente il collegamento tra la salute del suolo, delle piante e il benessere umano. Il suolo e l’intestino umano contengono approssimativamente lo stesso numero di microrganismi attivi, mentre la diversità del microbioma intestinale umano è solo il 10% di quella del suolo ed è diminuita drasticamente con lo stile di vita moderno e urbano. Inoltre, l’uso crescente di agrochimici, la bassa biodiversità delle piante e le pratiche di gestione del suolo hanno avuto un effetto negativo sulla biodiversità dei microrganismi epifiti ed endofiti. Studi recenti concordano su un aumento delle malattie legate alla disbiosi del microbioma intestinale umano. Oggi la “dieta mediterranea” è ampiamente riconosciuta a livello internazionale come uno dei pilastri del benessere quotidiano. Secondo molti nutrizionisti e medici, è uno dei regimi alimentari più equilibrati, ricco di ingredienti di origine vegetale, vitamine, minerali e composti bioattivi come i polifenoli. Tuttavia, il contenuto di questi composti nelle nostre colture può variare notevolmente a seconda di diversi motivi (stress abiotici, dovuti a fattori ambientali estremi, e stress biotici, dovuti da altri esseri viventi) e, più recentemente, il microbioma del suolo e delle piante è stato messo in primo piano relativamente alla composizione e qualità del cibo da un lato e, dall’altro, all’impatto che ha direttamente e indirettamente sul microbioma umano.

Ancora c’è molto da conoscere e molto da fare ma la strada per migliorare la salute della Terra e dell’Uomo è quella della conoscenza, della divulgazione e della consapevolezza.

Terremoto 1980, 42 anni dopo

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A Colliano l’evento commemorativo organizzato dall’Osservatorio sul Doposisma in collaborazione con il CeRVEnE

23 novembre 1980, 42 anni dopo. Ripresa e resilienza verso l’Agenda 2030. Questo il titolo del convegno di commemorazione organizzato dalla Fondazione MIdA, dall’Osservatorio sul Doposisma a Colliano. L’evento ha visto i protagonisti riflettere e ragionare sui temi cardine del PNRR, ripresa e resilienza, focalizzandosi su ciò che è accaduto in 42 anni di ricostruzione, per fare tesoro dell’esperienze e degli errori.

Locandina evento a Colliano, 23 novembre 2022

Dopo i saluti della Presidente della Fondazione MIdA, Sabrina Capozzolo, e del Sindaco di Colliano, Gerardo Strollo, si sono succeduti con i loro interessanti interventi gli altri ospiti: Raffaele Bove (Direttore tecnico del CeRVEnE), Stefano Ventura (coordinatore dell’Osservatorio sul Doposisma), Michele Figliulo (già sindaco di Valva), Italo Giulivo (Direttore generale della Protezione Civile Regionale), Antonio Limone (Rappresentante FNOVI e Direttore Generale IZSM di Portici) e Simone Valitutto (antropologo), il quale ha presentato “Allevare il cratere. Storie di pastori e allevatori dal 1980 ad oggi”, la ricerca da lui curata in collaborazione col CeRVEnE. Il testo è scaricabile qui.

La Fondazione MIdA, ha presentato anche Terragiornale, uno strumento multimediale che come una sorta di telegiornale racconta dei terremoti che hanno colpito l’Italia dal V secolo a.C. al 2012, con il terremoto dell’Emilia Romagna. Delle breaking news che offrono anche uno spaccato socio-antropologico del periodo in cui sono accaduti i sismi descritti.

A chiudere la mattinata l’emozionante e pragmatico intervento di Titti Postiglione, vice Capo Dipartimento della Protezione civile, che ha voluto sottolineare l’importanza dei volontari di protezione civile nella gestione delle emergenze. Nel suo intervento ha più volte raccontato la sua esperienza e più volte si è rivolta ai giovani partecipanti affinché, anche nelle difficoltà che il mondo ci sta mettendo di fronte, siano paladini della tutela e della salvaguardia ambientale.

Per guardare il convegno:

Per ascoltare le interviste https://www.radiompa.com/new/colliano-42-anni-dopo-il-terremoto-del-1980/

Report di fine mandato del Presidente D’Orilia

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Nel 2004, dalla comunione di intenti dell’allora Sindaco di Pertosa, Francescantonio D’Orilia, e dall’indimenticato Sindaco di Auletta, Carmine Onofrio Caggiano, nasce la Fondazione MIdA-Musei Integrati dell’Ambiente. Con loro quali soci fondatori la Regione Campania e la Provincia di Salerno.

2004: da sinistra Carmine Onofrio Caggiano, Francescantonio D’Orilia, Alfonso Andria, Antonio Bassolino, Marco Panara, Rosario Bonavoglia, Antonello Caporale

Da allora il progetto condiviso da due piccole comunità dell’entroterra campano ha cominciato a prendere forma. Tre gli assi portanti delle attività della Fondazione:
– la gestione finalizzata a garantire la sostenibilità economica dei beni ma senza mai perdere di vista la tutela dell’ambiente;
– la ricerca scientifica nei settori di interesse della Fondazione (sociale, antropologico, naturalistico-ambientale, storico-archeologico, economico) applicata alla crescita e allo sviluppo del territorio;
– la crescita del territorio attraverso lo sviluppo di servizi nei settori della formazione, dell’agricoltura e delle attività di promozione del territorio, oltre che tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori.

Partendo dal bene principale, le Grotte di Pertosa-Auletta, la Fondazione ha puntato negli anni sulla qualità della visita, sull’accessibilità e sulla salvaguardia degli ambienti ipogei. Negli anni ha realizzato, racchiudendo i suoi obiettivi nello slogan “non solo grotte”, il Museo del Suolo, unico in Italia, che ha ottenuto riconoscimenti importanti dalla FAO-Food and Agriculture Organization, e il Museo Speleo Archeologico, che rende fruibile ad un vasto pubblico l’eccezionale sito archeologico delle Grotte, con il suo impianto palafitticolo ipogeo. Ha ampliato l’offerta turistico-culturale con laboratori didattici, mostre e collaborazioni con diverse realtà, prima fra tutti con la società Campobase che ha attivato l’attività di rafting lungo il fiume Tanagro. A questo si sono aggiunti i servizi di accoglienza con il MIdA store e la vendita di prodotti di artigianato locale, lo SpeleoBar e il punto vendita dei prodotti del paniere Terre di Grotte.

In questi anni sono state avviate partnership a livello locale per la promozione turistica dell’intero territorio. A livello nazionale, nell’ambito dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane, la Fondazione ha ricoperto la carica di Presidente, nella persona di Francescantonio D’Orilia, promuovendo attività di formazione continua per gli operatori e i gestori delle grotte turistiche associate realizzando corsi itineranti.

Corsi di formazione AGTI 2004 – 2022

Come recita l’art. 3, com. 1 del suo Statuto, la Fondazione MIdA “non persegue fini di lucro ed ha lo scopo di operare per la creazione, nei comuni di Auletta e Pertosa nonché dei territori circostanti colpiti dal sisma del 23 novembre 1980, di un sistema attrattivo sinergico che fa perno sulla valorizzazione delle risorse ambientali locali e dei beni culturali, sul sostegno alla ricerca scientifica e tecnologica nonché sulladiffusione, divulgazione e spettacolarizzazione dei risultati di quest’ultima”. Per mettere in atto quanto stabilito la Fondazione ha negli anni sottoscritto protocolli di intesa con diversi istituti ed enti di ricerca italiani e stranieri e con diverse Università Italiane. Ha candidato altresì progetti di ricerca, iniziative ed eventi culturali a bandi competitivi, attirando considerevoli risorse finanziarie che le hanno consentito di migliorare sempre di più nel tempo la qualità dell’offerta turistica e di ampliarla con attività di didattica e divulgazione.

Dunque, a quasi vent’anni dalla costituzione della Fondazione, e dopo l’indisponibilità del Presidente MIdA, Francescantonio D’Orilia ad una eventuale nuova nomina da parte del Presidente della Regione Campania, si impone un bilancio di fine mandato, una riflessione sui risultati ottenuti e sulle possibili mete ancora da raggiungere e, prima ancora, si avverte l’esigenza di condividere la “visione” che la Fondazione ha incarnato in questi anni.

Il report completo è scaricabile qui.

Ricerca e dati climatici delle Grotte di Pertosa-Auletta

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La ricerca sull’ecosistema delle Grotte di Pertosa-Auletta e i dati climatici a cui è giunta sono stati pubblicati da Springer Nature su Environmental Management.

La collaborazione tra l’Università di Salerno continua. Il dottorato di ricerca portato avanti dalla dottoressa Rosangela Addesso sta dando straordinari risultati in termini di conoscenza e di future prospettive di tutela e gestione del sito speleologico più importante della Campania.

Le vermicolazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta

Il sistema di monitoraggio presente nelle Grotte di Pertosa-Auletta ha permesso di ottenere dei dati fondamentali per avviare nel prossimo futuro azioni a salvaguardia di un ambiente considerato estremo ma altamente a rischio.

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I sedimenti in grotta e l’impatto dell’uomo

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Un altro passo è stato compiuto nelle ricerche sulle Grotte di Pertosa-Auletta: la caratterizzazione geochimica dei sedimenti clastici fa luce sulle fonti energetiche e sui presunti impatti antropici negli ecosistemi delle grotte.

L’articolo scritto da Rosangela Addesso, Simona Cafaro, Jo De Waele e Daniela Baldantoni e pubblicato da SpringerNature su International Journal of Earth Science ha messo in evidenza come in un campione di sedimenti composto principalmente da pipistrelli guano vi sia un importante apporto di energia biodisponibile, nonché un accumulo di inquinanti, principalmente di origine antropica

Le vermicolazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta

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Il 3D come strumento di resilienza nel Museo Speleo-Archeologico delle Grotte di Pertosa-Auletta

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L’articolo del dottorando Andrea Di Meo del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università del Molise sul numero 15 della rivista Museologia scientifica

Il Museo Speleo-Archeologico delle Grotte dell’Angelo di Pertosa-Auletta e il Dipartimento di Scienze
Umanistiche Sociali e della Formazione dell’Università degli Studi del Molise hanno avviato un progetto di
digitalizzazione 3D, tramite la tecnica fotogrammetrica Structure from Motion (SfM), di parte della colle-
zione esposta nelle vetrine del Museo. Il lavoro è nato all’interno di un progetto di dottorato e appresenta il tentativo di utilizzare le possibilità offerte dal 3D sia per scopi di ricerca scientifica archeologica sia per migliorare la fruizione e l’accessibilità delle collezioni.

Elaborazione dei modelli 3D

Le tecnologie di rilievo 3D sono entrate definitivamente nella complessità dei sistemi museali. Ne hanno incrementato le potenzialità portando a un cambiamento definitivo nella fruizione, nella divulgazione e nella didattica museale. I modelli tridimensionali, spendibili sia online, sia sulle piattaforme digitali all’interno delle sale museali, che in sistemi di realtà aumentata, come negli Oculus presenti nel nostro museo, nonché utilizzabili per riprodurre tramite stampa 3D le copie dei manufatti, sono alcuni dei risultati di questa prima fase di digitalizzazione. Il Museo Speleo-Archeologico e il sistema museale integrato della Fondazione MIdA potranno inoltre usufruire così di uno strumento che permette di tenere alta la visibilità delle collezioni. Bisogna specificare, infine, che questo lavoro è solamente il primo passo di un progetto di digitalizzazione più ampio che riguarderà i manufatti rinvenuti nel corso delle varie indagini nelle Grotte dell’Angelo, attualmente esposti o conservati nei magazzini di diversi enti museali italiani.

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Vite Nascoste. Ecologia e Biologia di suolo, sottosuolo e acque superficiali. La ricerca si racconta

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Mercoledì 22 dicembre 2021 alle ore 17.00 presso il Palazzo monumentale dello Jesus ad Auletta ci sarà un seminario sulle ultime pubblicazioni divulgative edite dalla Fondazione MIdA e rientranti nella Collana MIdA A Agricoltura e Ambiente.


Le pubblicazioni sono il risultato di una serie di iniziative che fanno parte del progetto culturale “Sentimento dei luoghi”, giunto alla sua XI edizione. Il progetto è finanziato dalla Regione Campania ai sensi della L.R. del 14 marzo 2003, n. 7 “Disciplina organica degli interventi regionali di promozione culturale”.

La Fondazione infatti promuove ogni anno relativamente ad una specifica tematica, attività culturali e di ricerca scientifica per la valorizzazione del sito naturalistico “Grotte di Pertosa-Auletta” e dei due Musei ad esso collegati, il Museo Speleo Archeologico e il Museo del Suolo, con seminari, attività di didattica e divulgazione scientifica su argomenti di rilevanza socio-culturale, di attualità e sensibilizzazione per la tutela dei beni culturali e naturalistico-ambientali.

Il titolo dell’iniziativa di questo anno è appunto Vite Nascoste. Ecologia e Biologia di suolo, sottosuolo e acque superficiali. La ricerca si racconta. Proprio in questo ambito si sono svolte attività di ricerca sul campo nel complesso speleologico delle Grotte di Pertosa-Auletta e presso il corso del fiume Tanagro. I risultati di queste attività di ricerca possono essere letti in tre volumi:

  • Vivere al buio. La fauna invertebrata delle Grotte di Pertosa-Auletta a cura di Giuseppe Nicolosi e Rosangela Addesso
  • I chirotteri delle Grotte di Pertosa-Auletta a cura di Leonardo Ancillotto
  • I macroinvertebrati bentonici. Bioindicatori dello stato di salute dei fiumi a cura di Rosangela Addesso

Dopo i saluti del Presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia, e l’introduzione della professoressa Rosanna Alaggio che ha seguito il progetto, interverranno i curatori delle pubblicazioni Rosangela Addesso dell’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli”, Leonardo Ancillotto dell’Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Agraria e Coordinatore del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri dell’Associazione Teriologica Italiana, e Giuseppe Nicolosi, dell’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi.

A chiudere il seminario ci sarà Antonio Briscione, Presidente dell’Ente Riserve Sele-Tanagro Monti Eremita Marzano. Tra i suoi obiettivi l’Ente Riserve ha proprio quello della conservazione di specie animali o vegetali terrestri e marine.

L’evento si terrà nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sanitarie e di sicurezza definite dalle autorità competenti per contrastare la pandemia Covid-19.

Sarà obbligatorio esibire il Green pass ed è necessario prenotare al numero 0975 397037 oppure all’indirizzo marketing@fondazionemida.it.

Le pergamene greche di Santa Maria di Pertosa e i notari di Auletta all’Archivio di Santissima Trinità di Cava

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Riflessioni di un’appassionata lettrice

Cari lettori, si apre una pagina di lettura dove ti puoi affacciare, tranquillamente, su un vasto mondo antico, dove rimangono pochissime tracce reali, tangibili, vere, perché andato distrutto. Certamente, però, resterà la coscienza della nostra fragilità, come individui, come gruppi, come ecosistemi ,e la necessità di ridefinire con cura la gerarchia dei valori.

Abbiamo tantissime notizie su come si svolgeva la vita quotidiana attraverso, in questo caso, testimonianze di atti (negozi) notarili. Poiché la propria vicenda storica, la propria memoria collettiva intesa quale strumento di conoscenza per la comprensione del significato più autentico da attribuire al lascito delle generazioni che ci hanno preceduto, da conoscenza delle radici storiche si trasforma e ciascuno potrà rispecchiarsi nella vocazione rurale delle nostre comunità.

Si tratta di un vasto insediamento italo-greco all’epoca del culto cristiano in età bizantina durante il periodo normanno. Andiamo alla scoperta pian piano di cosa si tratta in sintesi. Si narra, infatti, di una etnia, quella greca, insediata alle pendici degli Alburni. Nella prassi documentaria troviamo il supporto materiale e la scrittura. Siamo di fronte ad un’opera di grandissimo livello scientifico che può essere considerata una pietra miliare nell’ambito delle pubblicazioni dei documenti greci conservati nel nostro archivio.

La fondazione MIdA, valorizza e tutela il patrimonio culturale e naturalistico del territorio, ottiene con la pubblicazione delle pergamene greche dell’antico monastero di Santa Maria di Pertosa, un risultato veramente importante.

La presenza di popolazione greca in Lucania è attestata già nella prima metà del X secolo. Si tratta di un importantissimo e notevole discorso sulla antichità e del grande numero di centri monastici nel Cilento. Cioè del monachesimo bizantino e comunità italo-greche nella Campania Meridionale. Si racconta in tutto di 31 delle 33 pergamene custodite nell’archivio cavense, redatte in lingua greca a Pertosa e Auletta tra il 1092 – 1181. Gli atti a contratti ed azioni giuridiche, ed a donazioni, testamenti, compravendite, permute, stipulati in diverse località della Valle del Tanagro. Segnaliamo la presenza quindi di una comunità monastica ,di popolazione grecofona, moltissimi siti di culto situati nei vari paesini limitrofi, ad arricchire il panorama la diffusione del culto di Venere, si tratta della venerazione di figure di Sante soprattutto venerate in contesti calabresi e siciliani, ma è ben attestata nel Cilento e nel Vallo di Diano.

Inoltre dobbiamo evidenziare il legame con il culto Micaelico e le origini di S. Maria di Pertosa perché anche la grotta di Pertosa-Auletta fu utilizzata nei secoli medioevali come santuario rupestre dedicato all’Arcangelo. Dovette costituire l’antro della grotta un importante santuario Micaelico.

Giachetta Maria

Le vermicolazioni della Grotta di Pertosa-Auletta alla conferenza EANA 2021

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L’EANA – The European Astrobiology Network association ha celebrato il 20° anniversario con il meeting online tenutosi dal 7 al 10 settembre 2021. A questo importante incontro della comunità internazionale dell’astrobiologia ha partecipato anche la dottoressa Rosangela Addesso e la sua ricerca sulle vermicolazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta.

Le vermicolazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta

Le grotte rappresentano ambienti estremi. Studiare la loro ecologia e microbiologia legata alle diverse strutture che ne fanno parte, come le vermicolazioni, può dare un enorme contributo alla comprensione dei processi che hanno portato all’origine ed allo sviluppo della vita sulla Terra. Queste attività possono contribuire a comprendere anche la vita su altri pianeti, come Marte, fornendo elementi utili alla ricerca persino nel campo dell’astrobiologia, motivo per cui questo tipo di studi nell’ancor poco conosciuto mondo sotterraneo va via via incrementando.

Per scaricare il poster è sufficiente cliccare qui e per leggere l’abstract cliccare qui.

Apoidei e servizi ecosistemici: migliaia di specie da preservare

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Il 20 maggio ricorre la Giornata Mondiale delle Api, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 ottobre 2017. La data scelta corrisponde alla data di nascita di Anton Jansa, che nel XVIII secolo fu un precursore nelle tecniche di apicoltura moderna. La Giornata mondiale delle Api è un momento di riflessione sull’importanza degli impollinatori per la sopravvivenza degli ecosistemi sia naturali che agricoli e per l’intera umanità. Infatti, il 90% delle piante spontanee e i 3/4 di quelle coltivate dipendono dall’impollinazione mediata da insetti detti pronubi. Questi, grazie alla loro attività di trasporto del polline garantiscono servizi ecosistemici essenziali, quali il mantenimento della biodiversità vegetale e la produzione di alimenti attraverso frutta e verdura.

L’ape da miele (Apis mellifera L.), e, di conseguenza, le sue tipicità, autoctonie e adattamenti al territorio in cui vive, deve essere tutelata perché un ottimo indicatore della salubrità dell’ambiente. Infatti, perlustra un’area di qualche km2 ed entra in contatto con tutte le matrici ambientali del soprassuolo, dall’acqua all’aria attraverso il nettare ed il polline dei fiori. Inoltre, le bottinatrici, cioè le api operaie più esperte, sono costantemente alla ricerca di pascoli con fioriture scalari ed eterogenee, di ambienti salubri con bassissimo impatto chimico per la corretta alimentazione della prole e per l’accoppiamento delle regine. Gli apicoltori conoscono bene quest’attitudine delle api, infatti le allevano e le curano per l’ottenimento dei prodotti ma sono anche benemeriti perché il loro lavoro è un contributo sostanziale all’apporto di servizi ecosistemici.

Api da miele – Foto di Gennaro Di Prisco

L’entomofauna pronuba comprende non solo le Api da miele ma anche altri Apoidei come i Bombi, le Osmie, i Megachili, ed altri ordini come Coleotteri, Ditteri e Lepidotteri. In Europa, vi sono circa 2.000 specie di Api, 500 di farfalle e 900 di mosche sirfidi che contribuiscono al servizio di impollinazione il cui valore, in termini produttivi, si stima essere di almeno 2 miliardi di dollari per anno, la maggior parte dei quali derivano dalle specie della superfamiglia Apoidea.

Gli impollinatori, quindi, hanno un ruolo chiave nella regolazione dei servizi a supporto della produzione alimentare, della tutela degli habitat e delle risorse naturali, cioè la base della nostra esistenza e delle nostre economie. Inoltre, gli impollinatori sono sempre più importanti per la resilienza degli ecosistemi ai disturbi di varia natura e per l’adattamento dei sistemi di produzione alimentare umana ai cambiamenti globali. Tuttavia, la rarefazione degli impollinatori dovuta a fattori di stress ambientali come i cambiamenti climatici, agricoltura intensiva e inquinamento antropico, rende necessario lo sviluppo di studi atti a valutare lo stato degli impollinatori nelle aree naturali e riserve ambientali, soprattutto per quei pronubi inseriti nella red list europea delle specie a rischio di estinzione.

Impollinazione del melo – Foto di Gennaro di Prisco

L’impegno della ricerca applicata è quello di comprendere i meccanismi che stanno alla base delle relazioni tra piante e api in ambienti naturali ma soprattutto negli agroecosistemi. Tale attività si inserisce nello studio della gestione ecosostenibile dell’intero sistema di produzione del cibo, con massimizzazione della biodiversità del sottosuolo e soprassuolo al fine di mitigare gli impatti del cambiamento globale, promuovendo una crescita sostenibile, rispettosa dell’ambiente ed agroecologica.

Presto potrete scoprire altre caratteristiche delle api e degli impollinatori nel Museo del Suolo!

Gennaro Di Prisco, PhD – Ricercatore, IPSP-CNR