Report di fine mandato del Presidente D’Orilia

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Nel 2004, dalla comunione di intenti dell’allora Sindaco di Pertosa, Francescantonio D’Orilia, e dall’indimenticato Sindaco di Auletta, Carmine Onofrio Caggiano, nasce la Fondazione MIdA-Musei Integrati dell’Ambiente. Con loro quali soci fondatori la Regione Campania e la Provincia di Salerno.

2004: da sinistra Carmine Onofrio Caggiano, Francescantonio D’Orilia, Alfonso Andria, Antonio Bassolino, Marco Panara, Rosario Bonavoglia, Antonello Caporale

Da allora il progetto condiviso da due piccole comunità dell’entroterra campano ha cominciato a prendere forma. Tre gli assi portanti delle attività della Fondazione:
– la gestione finalizzata a garantire la sostenibilità economica dei beni ma senza mai perdere di vista la tutela dell’ambiente;
– la ricerca scientifica nei settori di interesse della Fondazione (sociale, antropologico, naturalistico-ambientale, storico-archeologico, economico) applicata alla crescita e allo sviluppo del territorio;
– la crescita del territorio attraverso lo sviluppo di servizi nei settori della formazione, dell’agricoltura e delle attività di promozione del territorio, oltre che tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori.

Partendo dal bene principale, le Grotte di Pertosa-Auletta, la Fondazione ha puntato negli anni sulla qualità della visita, sull’accessibilità e sulla salvaguardia degli ambienti ipogei. Negli anni ha realizzato, racchiudendo i suoi obiettivi nello slogan “non solo grotte”, il Museo del Suolo, unico in Italia, che ha ottenuto riconoscimenti importanti dalla FAO-Food and Agriculture Organization, e il Museo Speleo Archeologico, che rende fruibile ad un vasto pubblico l’eccezionale sito archeologico delle Grotte, con il suo impianto palafitticolo ipogeo. Ha ampliato l’offerta turistico-culturale con laboratori didattici, mostre e collaborazioni con diverse realtà, prima fra tutti con la società Campobase che ha attivato l’attività di rafting lungo il fiume Tanagro. A questo si sono aggiunti i servizi di accoglienza con il MIdA store e la vendita di prodotti di artigianato locale, lo SpeleoBar e il punto vendita dei prodotti del paniere Terre di Grotte.

In questi anni sono state avviate partnership a livello locale per la promozione turistica dell’intero territorio. A livello nazionale, nell’ambito dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane, la Fondazione ha ricoperto la carica di Presidente, nella persona di Francescantonio D’Orilia, promuovendo attività di formazione continua per gli operatori e i gestori delle grotte turistiche associate realizzando corsi itineranti.

Corsi di formazione AGTI 2004 – 2022

Come recita l’art. 3, com. 1 del suo Statuto, la Fondazione MIdA “non persegue fini di lucro ed ha lo scopo di operare per la creazione, nei comuni di Auletta e Pertosa nonché dei territori circostanti colpiti dal sisma del 23 novembre 1980, di un sistema attrattivo sinergico che fa perno sulla valorizzazione delle risorse ambientali locali e dei beni culturali, sul sostegno alla ricerca scientifica e tecnologica nonché sulladiffusione, divulgazione e spettacolarizzazione dei risultati di quest’ultima”. Per mettere in atto quanto stabilito la Fondazione ha negli anni sottoscritto protocolli di intesa con diversi istituti ed enti di ricerca italiani e stranieri e con diverse Università Italiane. Ha candidato altresì progetti di ricerca, iniziative ed eventi culturali a bandi competitivi, attirando considerevoli risorse finanziarie che le hanno consentito di migliorare sempre di più nel tempo la qualità dell’offerta turistica e di ampliarla con attività di didattica e divulgazione.

Dunque, a quasi vent’anni dalla costituzione della Fondazione, e dopo l’indisponibilità del Presidente MIdA, Francescantonio D’Orilia ad una eventuale nuova nomina da parte del Presidente della Regione Campania, si impone un bilancio di fine mandato, una riflessione sui risultati ottenuti e sulle possibili mete ancora da raggiungere e, prima ancora, si avverte l’esigenza di condividere la “visione” che la Fondazione ha incarnato in questi anni.

Il report completo è scaricabile qui.

Vite Nascoste. Ecologia e Biologia di suolo, sottosuolo e acque superficiali. La ricerca si racconta

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Mercoledì 22 dicembre 2021 alle ore 17.00 presso il Palazzo monumentale dello Jesus ad Auletta ci sarà un seminario sulle ultime pubblicazioni divulgative edite dalla Fondazione MIdA e rientranti nella Collana MIdA A Agricoltura e Ambiente.


Le pubblicazioni sono il risultato di una serie di iniziative che fanno parte del progetto culturale “Sentimento dei luoghi”, giunto alla sua XI edizione. Il progetto è finanziato dalla Regione Campania ai sensi della L.R. del 14 marzo 2003, n. 7 “Disciplina organica degli interventi regionali di promozione culturale”.

La Fondazione infatti promuove ogni anno relativamente ad una specifica tematica, attività culturali e di ricerca scientifica per la valorizzazione del sito naturalistico “Grotte di Pertosa-Auletta” e dei due Musei ad esso collegati, il Museo Speleo Archeologico e il Museo del Suolo, con seminari, attività di didattica e divulgazione scientifica su argomenti di rilevanza socio-culturale, di attualità e sensibilizzazione per la tutela dei beni culturali e naturalistico-ambientali.

Il titolo dell’iniziativa di questo anno è appunto Vite Nascoste. Ecologia e Biologia di suolo, sottosuolo e acque superficiali. La ricerca si racconta. Proprio in questo ambito si sono svolte attività di ricerca sul campo nel complesso speleologico delle Grotte di Pertosa-Auletta e presso il corso del fiume Tanagro. I risultati di queste attività di ricerca possono essere letti in tre volumi:

  • Vivere al buio. La fauna invertebrata delle Grotte di Pertosa-Auletta a cura di Giuseppe Nicolosi e Rosangela Addesso
  • I chirotteri delle Grotte di Pertosa-Auletta a cura di Leonardo Ancillotto
  • I macroinvertebrati bentonici. Bioindicatori dello stato di salute dei fiumi a cura di Rosangela Addesso

Dopo i saluti del Presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia, e l’introduzione della professoressa Rosanna Alaggio che ha seguito il progetto, interverranno i curatori delle pubblicazioni Rosangela Addesso dell’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli”, Leonardo Ancillotto dell’Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Agraria e Coordinatore del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri dell’Associazione Teriologica Italiana, e Giuseppe Nicolosi, dell’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi.

A chiudere il seminario ci sarà Antonio Briscione, Presidente dell’Ente Riserve Sele-Tanagro Monti Eremita Marzano. Tra i suoi obiettivi l’Ente Riserve ha proprio quello della conservazione di specie animali o vegetali terrestri e marine.

L’evento si terrà nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sanitarie e di sicurezza definite dalle autorità competenti per contrastare la pandemia Covid-19.

Sarà obbligatorio esibire il Green pass ed è necessario prenotare al numero 0975 397037 oppure all’indirizzo marketing@fondazionemida.it.

Le pergamene greche di Santa Maria di Pertosa e i notari di Auletta all’Archivio di Santissima Trinità di Cava

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Riflessioni di un’appassionata lettrice

Cari lettori, si apre una pagina di lettura dove ti puoi affacciare, tranquillamente, su un vasto mondo antico, dove rimangono pochissime tracce reali, tangibili, vere, perché andato distrutto. Certamente, però, resterà la coscienza della nostra fragilità, come individui, come gruppi, come ecosistemi ,e la necessità di ridefinire con cura la gerarchia dei valori.

Abbiamo tantissime notizie su come si svolgeva la vita quotidiana attraverso, in questo caso, testimonianze di atti (negozi) notarili. Poiché la propria vicenda storica, la propria memoria collettiva intesa quale strumento di conoscenza per la comprensione del significato più autentico da attribuire al lascito delle generazioni che ci hanno preceduto, da conoscenza delle radici storiche si trasforma e ciascuno potrà rispecchiarsi nella vocazione rurale delle nostre comunità.

Si tratta di un vasto insediamento italo-greco all’epoca del culto cristiano in età bizantina durante il periodo normanno. Andiamo alla scoperta pian piano di cosa si tratta in sintesi. Si narra, infatti, di una etnia, quella greca, insediata alle pendici degli Alburni. Nella prassi documentaria troviamo il supporto materiale e la scrittura. Siamo di fronte ad un’opera di grandissimo livello scientifico che può essere considerata una pietra miliare nell’ambito delle pubblicazioni dei documenti greci conservati nel nostro archivio.

La fondazione MIdA, valorizza e tutela il patrimonio culturale e naturalistico del territorio, ottiene con la pubblicazione delle pergamene greche dell’antico monastero di Santa Maria di Pertosa, un risultato veramente importante.

La presenza di popolazione greca in Lucania è attestata già nella prima metà del X secolo. Si tratta di un importantissimo e notevole discorso sulla antichità e del grande numero di centri monastici nel Cilento. Cioè del monachesimo bizantino e comunità italo-greche nella Campania Meridionale. Si racconta in tutto di 31 delle 33 pergamene custodite nell’archivio cavense, redatte in lingua greca a Pertosa e Auletta tra il 1092 – 1181. Gli atti a contratti ed azioni giuridiche, ed a donazioni, testamenti, compravendite, permute, stipulati in diverse località della Valle del Tanagro. Segnaliamo la presenza quindi di una comunità monastica ,di popolazione grecofona, moltissimi siti di culto situati nei vari paesini limitrofi, ad arricchire il panorama la diffusione del culto di Venere, si tratta della venerazione di figure di Sante soprattutto venerate in contesti calabresi e siciliani, ma è ben attestata nel Cilento e nel Vallo di Diano.

Inoltre dobbiamo evidenziare il legame con il culto Micaelico e le origini di S. Maria di Pertosa perché anche la grotta di Pertosa-Auletta fu utilizzata nei secoli medioevali come santuario rupestre dedicato all’Arcangelo. Dovette costituire l’antro della grotta un importante santuario Micaelico.

Giachetta Maria

Apoidei e servizi ecosistemici: migliaia di specie da preservare

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Il 20 maggio ricorre la Giornata Mondiale delle Api, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 ottobre 2017. La data scelta corrisponde alla data di nascita di Anton Jansa, che nel XVIII secolo fu un precursore nelle tecniche di apicoltura moderna. La Giornata mondiale delle Api è un momento di riflessione sull’importanza degli impollinatori per la sopravvivenza degli ecosistemi sia naturali che agricoli e per l’intera umanità. Infatti, il 90% delle piante spontanee e i 3/4 di quelle coltivate dipendono dall’impollinazione mediata da insetti detti pronubi. Questi, grazie alla loro attività di trasporto del polline garantiscono servizi ecosistemici essenziali, quali il mantenimento della biodiversità vegetale e la produzione di alimenti attraverso frutta e verdura.

L’ape da miele (Apis mellifera L.), e, di conseguenza, le sue tipicità, autoctonie e adattamenti al territorio in cui vive, deve essere tutelata perché un ottimo indicatore della salubrità dell’ambiente. Infatti, perlustra un’area di qualche km2 ed entra in contatto con tutte le matrici ambientali del soprassuolo, dall’acqua all’aria attraverso il nettare ed il polline dei fiori. Inoltre, le bottinatrici, cioè le api operaie più esperte, sono costantemente alla ricerca di pascoli con fioriture scalari ed eterogenee, di ambienti salubri con bassissimo impatto chimico per la corretta alimentazione della prole e per l’accoppiamento delle regine. Gli apicoltori conoscono bene quest’attitudine delle api, infatti le allevano e le curano per l’ottenimento dei prodotti ma sono anche benemeriti perché il loro lavoro è un contributo sostanziale all’apporto di servizi ecosistemici.

Api da miele – Foto di Gennaro Di Prisco

L’entomofauna pronuba comprende non solo le Api da miele ma anche altri Apoidei come i Bombi, le Osmie, i Megachili, ed altri ordini come Coleotteri, Ditteri e Lepidotteri. In Europa, vi sono circa 2.000 specie di Api, 500 di farfalle e 900 di mosche sirfidi che contribuiscono al servizio di impollinazione il cui valore, in termini produttivi, si stima essere di almeno 2 miliardi di dollari per anno, la maggior parte dei quali derivano dalle specie della superfamiglia Apoidea.

Gli impollinatori, quindi, hanno un ruolo chiave nella regolazione dei servizi a supporto della produzione alimentare, della tutela degli habitat e delle risorse naturali, cioè la base della nostra esistenza e delle nostre economie. Inoltre, gli impollinatori sono sempre più importanti per la resilienza degli ecosistemi ai disturbi di varia natura e per l’adattamento dei sistemi di produzione alimentare umana ai cambiamenti globali. Tuttavia, la rarefazione degli impollinatori dovuta a fattori di stress ambientali come i cambiamenti climatici, agricoltura intensiva e inquinamento antropico, rende necessario lo sviluppo di studi atti a valutare lo stato degli impollinatori nelle aree naturali e riserve ambientali, soprattutto per quei pronubi inseriti nella red list europea delle specie a rischio di estinzione.

Impollinazione del melo – Foto di Gennaro di Prisco

L’impegno della ricerca applicata è quello di comprendere i meccanismi che stanno alla base delle relazioni tra piante e api in ambienti naturali ma soprattutto negli agroecosistemi. Tale attività si inserisce nello studio della gestione ecosostenibile dell’intero sistema di produzione del cibo, con massimizzazione della biodiversità del sottosuolo e soprassuolo al fine di mitigare gli impatti del cambiamento globale, promuovendo una crescita sostenibile, rispettosa dell’ambiente ed agroecologica.

Presto potrete scoprire altre caratteristiche delle api e degli impollinatori nel Museo del Suolo!

Gennaro Di Prisco, PhD – Ricercatore, IPSP-CNR

EGU – European Geosciences Union

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Si è conclusa da qualche ora l’Assemblea generale annuale dell’EGU-European Geosciences Union che è l’organizzazione leader per la ricerca sulle scienze terrestri, planetarie e spaziali in Europa. Riunisce infatti circa 20.000 scienziati provenienti da tutto il mondo.

L’Assemblea Generale annuale è il più grande e importante evento europeo di geoscienze, che si tiene ogni anno a Vienna. Le sessioni della riunione coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui vulcanologia, esplorazione planetaria, struttura interna della Terra e atmosfera, clima, ma anche energia e risorse. Quest’anno si  tenuta online dal 19 al 30 April 2021.

La Fondazione MIdA, grazie al contributo delle dottoresse Rosangela Addesso, Simona Cafaro e Filomena Papaleo, ha partecipato con un lavoro in cui è stata raccontata l’esperienza del sistema MIdA nella gestione sostenibile del geosito Grotte di Pertosa-Auletta, del sostegno alla ricerca per la produzione di nuove conoscenze e della disseminazione dei risultati attraverso i due musei Speleo-Archeologico e del Suolo, con attività esperienziali legate a tematiche ambientali, tra cui il carsismo, il suolo, la biodiversità e l’ecologia.

Intervento sul sistema MIdA

Di seguito l’abstract dell’intervento di Rosangela Addesso:

Un ringraziamento speciale a Filomena, Rosangela e Simona per l’impegno profuso nella ricerca e nelle attività di divulgazione. Ad maiora!

Eventi “Ag.I.RE” Agricoltura innovativa e resiliente

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Le attività della Fondazione MIdA nel progetto Ag.I.RE” Agricoltura innovativa e resiliente

Nel progetto Ag.I.RE” Agricoltura innovativa e resiliente della Comunità Montana, la Fondazione MIdA ha realizzato delle visite virtuali del Museo del Suolo e una mappa interattiva dell’intero sistema MIdA. Questo è stato possibile grazie all’esperienza nella ricerca in campo agrario, nonché alle ormai ultradecennali attività di divulgazione. Le visite del Museo del Suolo sono state condotte da esperte in divulgazione e animazione: la dottoressa Rosangela Addesso, scienziata ambientale, la dottoressa Simona Cafaro, geologa, e la dottoressa Filomena Papaleo, archeologa. Questi strumenti dunque consentiranno ai partner del progetto e al grande pubblico di conoscere il valore del suolo per l’agricoltura, per la conoscenza della storia anche più antica e per l’intera sopravvivenza del nostro Pianeta.

Gli eventi di presentazione si terranno online sulla pagina Facebook della Fondazione MIdA e sarà possibile lasciare tra i commenti alla diretta domande e riflessioni.

Giovedì 1 aprile 2021 alle ore 18.00 ci sarà la presentazione della visita virtuale del Museo del Suolo.

A seguire venerdì 9 aprile 2021 alle ore 18.00 sarà il momento della Sala della Biodiversità.

Infine, mercoledì 14 aprile 2021 alle ore 18.00 verrà presentata la mappa interattiva del sistema MIdA.

La Lenus Media, con il supporto di Nicola Cestaro, ha realizzato i prodotti multimediali.

Il progetto “Ag.I.RE Agricoltura Innovativa e Resiliente”

“Ag.I.RE-Agricoltura Innovativa e Resiliente” è il progetto di filiera cerealicola presentato dalla Comunità Montana Vallo di Diano a valere sulla misura 16.7.1 del PSR Campania 2014-2020 e inserito tra gli interventi della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Il progetto ha conseguito 83 punti nella graduatoria grazie soprattutto ad alcuni elementi che sono alla base di uno sviluppo efficace:

  • numero considerevole dei soggetti portatori di interessi economico-produttivi;
  • quantità notevole di soggetti privati in possesso di una certificazione DOP, IGP, marchio geografico collettivo, biologico, norme UNI ISO;
  • qualità dell’aggregazione in termini di presenza di imprese agricole suddivise in produzione, trasformazione e commercializzazione
  • valore delle attività di divulgazione ed animazione.

Tanti i partner del progetto:

  • Enti: Comunità Montana Vallo di Diano, Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, Consorzio di Bonifica integrale Vallo di Diano e Tanagro, Ente Riserve Naturali Regionali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano”
  • Fondazioni: Fondazione MIdA, Fondazione Monte Cervati Onlus
  • Istituti scolastici: Istituto di Istruzione Superiore “Marco Tullio Cicerone”, Istituto di Istruzione Superiore “A. Sacco”
  • 10 Aziende Agricole, 2 Reti di Aziende, 6 Aziende Trasformatrici, 12 Associazioni.
Promo Ag.I.Re – Agricoltura Innovativa e Resiliente

Pertanto invitiamo tutti a seguire le dirette per scoprire il suolo, la biodiversità, la geodiversità e la storia del nostro territorio!

Cave Science Pills: Alburni e Grotte di Pertosa-Auletta

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Cave Science Pills 2021 è un’edizione speciale del corso per guide in grotte turistiche. Il primo motivo della singolarità di questa edizione è l’impossibilità di vivere in presenza le straordinarie esperienze formative che l’Associazione Grotte Turistiche Italiane-AGTI porta avanti da anni in collaborazione con la Società Speleologica Italiana. L’altro motivo è che questa serie di appuntamenti mettono insieme mondi complementari, ricercatori, speleologi e grotte turistiche. L’obiettivo è unico, quello di far conoscere il mondo sotterraneo sensibilizzando il grande pubblico alla sua importanza e dunque alla sua tutela. Terzo motivo è la new entry nell’organizzazione di questa interessante iniziativa: l’Associazione Speleopolis. Con Stefano Olivucci (citiamo soltanto lui in rappresentanza di tutti i soci) ha dato un valore aggiunto soprattutto nella gestione delle dirette su ben 5 canali social!

Pagine Facebook: Associazione Grotte Turistiche Italiane, Società Speleologica Italiana, Speleopolis

Canali YouTube: Società Speleologica Italiana, Speleopolis

A due settimane dalla prima serata (11 febbraio 2021) ha moderato il terzo incontro (25 febbraio 2021) Francescantonio D’Orilia, presidente della Fondazione MIdA, nonché presidente dell’AGTI. L’incontro ha visto gli interventi di Elena Piano e di Rosangela Addesso.

Elena ha descritto i principali fattori ambientali che condizionano la crescita della lampenflora nelle grotte turistiche, utilizzando i dati raccolti in 4 grotte del Nordovest italiano. In particolare, ha mostrato come i fattori ambientali influenzino in modo differente la crescita dei tre gruppi di microorganismi che principalmente compongono la lampenflora.

Rosangela, invece, ha continuato descrivendo i diversi impatti messi in atto sulle superfici dalla lampenflora e i possibili metodi di trattamento, sinora conosciuti, per controllarne la crescita. Inoltre ha anche descritto il suo lavoro di ricerca proprio alle Grotte di Pertosa-Auletta

Nella diretta successiva (4 marzo 2021) si è ancora parlato del nostro territorio e in particolare del massiccio montuoso carsico dell’Appennino lucano, i Monti Alburni. A moderare le “pillole” il professore Bartolomeo Vigna, del Politecnico di Torino. Gli interventi sono stati di Simona Cafaro e di Claudio Pastore. Simona ha descritto come la storia evolutiva di un massiccio montuoso può essere dedotta attraverso diversi aspetti. Si è poi soffermata su come lo studio del massiccio degli Alburni ha permesso di ricostruire in parte la sua storia carsica dal Pliocene ad oggi.

L’intervento di Claudio, invece, si è concentrato sui percorsi sotterranei che le acque seguono per poi sgorgare alle pendici dei Monti Alburni. In seguito ha descritto la funzione che hanno le numerose grotte, dove queste acque vengono raccolte e inghiottite all’interno della montagna e del fiume sotterraneo che l’attraversa, per poi confluire alle varie sorgenti.

Cave Science Pills continuerà fino a metà giugno! Non perdetevi gli altri appuntamenti (qui il programma completo) e se non riuscite a seguire le dirette iscrivetevi al canale Youtube Cave Science Pills!

San Michele alla XVIII International ARYS Conference

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Il 17 e il 18 dicembre 2020 si è tenuta online la XVIII International ARYS Conference organizzata dall’associazione spagnola, Asociación Antigüedad, Religiones y Sociedades (ARYS), che fa capo all’Università Carlo III di Madrid. Gli obbiettivi di ARYS sono la promozione della conoscenza del mondo antico, soprattutto attraverso le sue espressioni sociali e religiose, nonché promuovere e favorire l’indagine e la diffusione di questi aspetti.

Il tema della conferenza di quest’anno è stato “Ancient Religion in Rural Settlements” (Le antiche religioni negli insediamenti rurali).

San Michele nelle Grotte di Pertosa-Auletta

La nostra collaboratrice, Filomena Papaleo, ha partecipato con un interessante intervento su “Il culto micaelico nella Valle del Tanagro (SA): caratteristiche e peculiarità della cristianità nelle aree interne”. Non poteva mancare un cenno al culto micaelico nelle Grotte di Pertosa-Auletta, insieme alle tante evidenze presenti sul nostro territorio

Di seguito un abstract del suo intervento e aspettiamo la pubblicazione di un articolo sull’ARYS Journal n° 19 nel 2021.

Abstract “Il culto micaelico nella Valle del Tanagro (SA): caratteristiche e peculiarità della cristianità nelle aree interne”

Il magazine Uniinstrada su terremoto 20+20

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Del webinar “Prevenzione e gestione del rischio sismico. Analisi e pianificazione della ricostruzione” tenutosi il 21 dicembre 2021 ne hanno scritto sul magazine Uniinstrada, curato dall’Associazione Uni in strada. L’associazione, a cui afferiscono docenti universitari, professionisti e neolaureati, ha come obiettivo quello di favorire l’accesso dei giovani nel mondo del lavoro ponendosi come punto di raccordo tra la formazione universitaria e quella in campo.

Il webinar, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Salerno, è stato un momento formativo e di riflessione sulle tematiche legate al rischio sismico, alla prevenzione e agli interventi di mitigazione.

Per leggere tutta la rivista clicca qui

Terremoto 20+20 e Disaster Management

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Nel giorno del quarantennale del sisma del 1980 che colpì persone, animali, case, paesaggi, l’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione MIdA ha organizzato per lunedì 23 novembre 2020 a partire dalle ore 9.30 il seminario “Terremoto 1980 – 2020. Ricordare per costruire”. Il seminario è inserito nell’ambito del Corso di Perfezionamento in Disaster Management in Sanità Pubblica voluto e organizzato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni animali, il CeRVEnE e l’Associazione Nazionale Disaster Managemen (ASSODIMA).

Al seminario parteciperanno alcuni degli autori della pubblicazione edita dalla Fondazione MIdA “Terremoto 20+20. Ricordare per costruire”, un volume prezioso, curato dal coordinatore dell’Osservatorio, Stefano Ventura. Il volume raccoglie alcuni saggi già apparsi nei dossier curati dall’Osservatorio sul Doposisma dal 2010 ad oggi e aggiunge altre riflessioni più recenti, con il contributo di diversi settori (antropologia, ingegneria, medicina veterinaria, storia sociale).

Dopo i saluti di Raffaele Bove, direttore del CeRVEnE, presenteranno i risultati delle loro ricerche e le loro riflessioni sull’evento che colpì una vasta area dell’Appennino meridionale con effetti devastanti soprattutto in Irpinia e nelle zone adiacenti delle province di Salerno e Potenza.

Stefano Ventura, coordinatore dell’Osservatorio sul Doposisma e scrittore, Simone Valitutto, antropologo e studioso di sistemi festivi e rituali, Salvatore Medici, giornalista e scrittore, Nicola Amabile, veterinario, e Raffaele Tarateta, ingegnere e consigliere della Fondazione MIdA, hanno approfondito, scavato a 40 anni dal sisma del 1980 tra le macerie “invisibili”, volgendo uno sguardo al futuro dei territori e delle comunità che li abitano.

Seguiranno gli interventi di Stefano Fabbri e Graziano Ferrari, ideatore di Terragiornale che ripercorre la storia geofisica dell’Italia attraverso delle «breaking news». Le conclusioni sono affidate al presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia.

Il seminario verrà trasmesso in diretta sul sito e sulla pagina Facebook della Fondazione MIdA.

Per scaricare la locandina completa basta cliccare qui.