MIdA, il suolo, l’ambiente, la storia

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Riflessioni sulla gestione integrata delle risorse ambientali e culturali: l’esperienza MIdA, i musei integrati dell’ambiente, la ricerca, la didattica, la fruizione, la partecipazione.

In occasione della Giornata Mondiale del Suolo – World Soil Day la Fondazione MIdA organizza presso l’Auditorium MIdA 01 il 6 dicembre 2021 una giornata di presentazione del sistema naturalistico e museale, della filosofia e dei risultati delle attivitร  svolte, promuovendo una riflessione con chi ha collaborato piรน da vicino alla loro realizzazione.

La Giornata Mondiale del Suolo – World Soil Day si celebra il 5 dicembre e ogni anno la FAO-Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura organizza campagne di sensibilizzazione su tematiche legate al suolo e alla sua salvaguardia.

Anche la Fondazione MIdA, con il Museo del Suolo, unico in Italia e parte del gruppo promotore del Global Soil Museums Network, e con tutte le attivitร  messe in campo dall’inaugurazione del 2016 mira ad aumentare la consapevolezza dell’importanza di mantenere sani gli ecosistemi e il benessere umano, a diffondere la conoscenza del suolo per il bene comune, a sensibilizzare all’importanza del suolo come componente cruciale del sistema naturale e come mitigatore nella continua perdita di biodiversitร .

La diffusione delle conoscenze sulle tematiche riguardanti il suolo ed i sistemi ipogei e la loro gestione sostenibile, e la sensibilizzazione dellโ€™opinione pubblica su questi temi, sono inseriti fra i pilastri della Strategia Tematica per la Protezione del Suolo, della Global Soil Partnership, e delle linee guida del Revised World Soil Charter. Costituiscono pertanto obiettivi specifici delle politiche di tutela e possono essere la base della transizione ecologica.

La Fondazione MIdA, con i i siti che gestisce e con le attivitร  di ricerca e divulgazione che realizza, offre un contributo originale in campo gestionale, educativo, scientifico e sociale, ottenuto con la collaborazione di istituzioni ed enti di ricerca e territoriali, e di docenti e ricercatori di diversi atenei italiani.

Le attivitร  di divulgazione scientifica ed animazione territoriale si sono integrate con quelle di turismo ambientale e culturale e sono state compiute attraverso allestimenti museali, formazione, visite, atelier, ricerca partecipata, convegni, una collana di pubblicazioni dedicata ai sistemi ipogei, attivitร  in agricoltura, stage, partecipazione a network, ed iniziative di coinvolgimento della comunitร  fra le quali  la formazione di un Consiglio Scientifico Junior.

In occasione della giornata mondiale del suolo 2021, la Fondazione MIdA ospiterร  molti degli esperti e degli studiosi che la hanno affiancata in questi anni nella realizzazione del Museo, delle attivitร  di ricerca e di divulgazione. Sarร  l’occasione per ricevere in dono l’opera “Collezione sui suoli d’Italia” realizzata dal maestro Roberto Panico. L’opera, infatti, rientra nelle azioni messe in campo dal Communication Team della FAO e in particolar modo da Giusy Emiliano con l’intento di mettere insieme arte contemporanea e scienza per supportare la sostenibilitร  ambientale e la tutela dei suoli.

Si presenteranno altresรฌ due nuovi allestimenti del Museo del Suolo. La sezione dedicata a rocce e fossili che sarร  un ulteriore strumento divulgativo e didattico per la comprensione della geologia del territorio; la sezione dedicata agli insetti che nel nostro territorio sono associati al suolo e le loro influenze sulle piante e l’agricoltura.

L’evento vedrร  la presenza dell’Onorevole Piero De Luca e in collegamento Ronald Vargas, Segretario del Global Soil Partnership, Land and Water Office della FAO.

La giornata di riflessione avrร  anche un momento rivolto al futuro con la presentazione del progetto S.C.R.I.G.N.O. finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contrasto della povertร  educativa e il sostegno delle opportunitร  culturali ed educative di persone di minore etร  che vedrร  coinvolti oltre 30 ragazzi dai 6 ai 13 anni nella realizzazione di un gioco di societร  su tematiche ambientali, scientifiche e archeologiche.

L’incontro ha avuto il patrocinio del Dipartimento di Scienza della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Universitร  degli Studi di Napoli “Federico II”, del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla “Earth Critical Zone” per il supporto alla Gestione del Paesaggio e dell’Agroambiente, della Scuola di Scienze Agrarie, forestali, alimentari ed ambientali dell’Universitร  degli Studi della Basilicata e della Societร  Italiana della Scienza del Suolo.

Tutto si svolgerร  nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie e di sicurezza definite dalle autoritร  competenti per contrastare la pandemia da Covid-19.

Sarร  necessario esibire il Green-Pass (ciclo vaccinale completato o guarigione da Covid-19) ed รจ necessario comunicare la propria presenza al numero 0975 397037 o all’indirizzo di posta elettronica marketing@fondazionemida.it.

Le Grotte di Pertosa-Auletta accolgono il REM

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In occasione del Rotaract European Meeting (REM) di ottobre le Grotte di Pertosa-Auletta hanno accolto i ragazzi venuti in Italia per partecipare a questo evento. E’ una sorta di Assemblea Distrettuale del Rotary ma a livello europeo, che permette ai ragazzi di esportare altrove il proprio modo di essere parte del Rotary. I partecipanti portano con sรฉ, inoltre, la propria cultura e la mescolano a quella del Paese che li ospita, dando origine a un mix altamente formativo.

Questi meeting, chiamati fall REM se si tengono in autunno e winter REM se si tengono in inverno, solitamente si svolgono nei fine settimana. Contemplano una giornata di pre-REM, dove i partecipanti conoscono  il paese che li ospita e il Rotary locale.

Il REM Vesuvius Express 2019

In occasione del REM Vesuvius Express 2019 Napoli&Caserta i partecipanti si sono radunati il 23 ottobre 2019 presso le Grotte di Pertosa-Auletta e il Museo del Suolo. Accolti dal Rotaract Club Sala Consilina – Vallo di Diano, i ragazzi hanno visitato le Grotte e il Museo del Suolo, in un vero e proprio percorso alla scoperta del sottosuolo. La giornata รจ stata arricchita da un pranzo di benvenuto e da un laboratorio sull’argilla.

Qui hanno potuto mettere in mostra le loro capacitร  manuali lavorando il materiale e dando sfogo alle loro capacitร  artistiche. Una bella occasione di crescita e confronto per tutti i partecipanti, all’insegna dei valori che da sempre contraddistinguono il Rotary.  

Ad maiora!

“Voci dalla Terra”, primo giorno: gli itinerari italo-greci

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Presentazione della Guida agli itinerari italo-greci

Il primo giorno di “Voci dalla terra” si apre con un appuntamento molto importante. Sarร  presentato, infatti, il volume “Nelle Terre dei Principi. Guida agli itinerari italo-greci in Campania“, che giunge a conclusione di un interessante lavoro di ricerca. Il volume si basa su una massa di informazioni raccolte in oltre un anno di indagini, che si sono concretizzate prima nell’allestimento di una mostra documentaria e poi in questa guida.

Invito alla presentazione

“Nelle terre dei principi”

La mostra “Nelle terre dei principi“, allestita al primo piano del MIdA 01, ha giร  incontrato l’interesse di un pubblico numeroso. Racconta le vicende legate alla migrazione di popolazione greca dalla Sicilia a seguito della conquista araba dell’isola, cominciata agli inizi del IX secolo. Protagonisti di questa migrazione furono i monaci che in fuga verso terre piรน sicure si insediarono nei domini longobardi. Qui fondarono monasteri, intorno ai quali si raccolsero comunitร  di emigranti, dando vita ad insediamenti stabili, molti dei quali ancora oggi esistenti.

Locandina mostra

La “Guida agli itinerari italo-greci”

Dopo la mostra, la Guida agli itinerari italo-greci vuole descrivere, per la prima volta, itinerari che collegano i siti del monachesimo bizantino nella Campania Longobarda. Itinerari che raggiungono monasteri, santuari ed eremi rupestri, che attraversano borghi immergendo il viaggiatore in un paesaggio antico. Lo scenario proposto dalle pagine di questa Guida รจ finalizzato ad un turismo esperenziale che racconta l’identitร  di un territorio. Di una terra di frontiera dove Oriente e Occidente si sono incontrati e convivendo in armonia, hanno dato vita ad un’ereditร  culturale unica, oggi riconosciuta come patrimonio dell’Umanitร  nei confini del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Appuntamento, dunque, a venerdรฌ 20 settembre ore 11:00 presso l’Auditorium MIdA 01 di Pertosa. Alla presentazione della Guida agli itinerari italo-greci interverranno eminenti personalitร  del mondo accademico e politico, proprio per sottolineare l’importanza del legame fra cultura e istituzioni nella costruzione di un’offerta turistica di qualitร .

Il ponte di Campestrino: un esempio di ingegneria

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Un sistema di ponti.

Fatto costruire nella seconda metร  del 1700 da Ferdinando IV di Borbone, il ponte di Campestrino (o Campostrino, com’รจ comunemente chiamato) รจ una costruzione che denota una certa capacitร  ingegneristica. Oltre al ponte vero e proprio si puรฒ parlare di un sistema di ponti, che scavalca la gola di Campestrino verso i comuni di Auletta e Pertosa. Prima di giungere al ponte, infatti, ci sono da percorrere cinque tornanti, di cui tre sostenuti da strutture portanti.

Dal ponte di Campestrino verso i tornanti.

La costruzione.

La costruzione dell’opera si inserisce in un piรน ampio progetto di bonifica del Vallo di Diano affidato all’ingegnere Pollio, che a sua volta diede l’incarico del ponte ad un suo progettista. Costui immaginรฒ di tagliare, anzichรฉ aggirare, il burrone di Campestrino: la prima parte dell’opera fu perรฒ la realizzazione dei tornanti, che consentissero di superare il dislivello di altezza. La seconda parte del progetto fu la realizzazione del ponte vero e proprio, composto da archi e contrafforti che lo rendessero il piรน possibile solido, in maniera tale da scavalcare la gola.

I tornanti sono sostenuti da dei poderosi terrazzamenti in muratura, di cui tre presentano al centro un arco; se visti dal basso, due sono perfettamente allineati tra di loro quasi a formare un cannocchiale. Il ponte invece, lungo settanta metri, si eleva su un burrone di notevole profonditร  ricoperto da fitta vegetazione. Affacciandosi dall’alto non si riesce a vedere il fondo della gola, mentre sia a destra che a sinistra le pareti rocciose scendono giรน a strapiombo. Il ponte ha sette contrafforti per lato, quattordici in tutto, alternati a degli archi in maniera tale da assicurare soliditร  e resistenza. In tutto le arcate sono ventisette.

Notizie storiche del ponte.

Un illustre studioso locale, Vittorio Bracco, che tanto ha contribuito alla scoperta della storia del Vallo di Diano, cosรฌ descrive la costruzione del ponte di Campestrino. “A Polla fu in quel periodo tutto un affluire di militari, di forzati e di maestri forestieri addetti alla costruzione della strada che, subito dopo la salita della Molinara appartenente a Caggiano, imboccava il nostro tenimento mettendo a dura prova la fibra delle squadre con la faticosa opera del ponte gettato sul burrone e delle 9 giravolte necessarie per superare lo sprone di Campestrino.” (V.Bracco, Polla. Linee di una storia, Cantelmi, Salerno, 1976).

Foto di Vincenzo Raimondo. https://www.facebook.com/Vito.Panzella1/photos/a.1466383803662438/2172061483094663/?type=3&theater

La costruzione del ponte, cominciata nel 1785, costรฒ una cifra spropositata per l’epoca, ossia seicentomila ducati. Si dice che quando nel 1788 Ferdinando IV venne a controllare lo stato dei lavori, si lamentasse molto sia dell’itinerario scelto sia della somma di denaro versata. Le critiche furono tali e tanti che il progettista del ponte si suicidรฒ, lanciandosi nel vuoto dallo stesso ponte che aveva costruito. La notizia รจ riportata da Giuseppe Albi-Rosa, scrittore di Polla autore di un volume sul Vallo. ย 

“L’Osservatore degli Alburni sulla Valle del Diano“, G. Albi-Rosa, Napoli 1840.

Viaggiare in epoca romana. La Regio-Capua

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La Regio-Capua

Il 132 a.C. รจ una data importante per il Vallo di Diano: segna la fine della costruzione della Regio-Capua, ossia la strada consolare romana che portava da Reggio Calabria a Capua e che attraversava il Vallo di Diano. Una delle testimonianze piรน interessanti riguardanti la sua costruzione si trova nel cosiddetto โ€œlapis Pollaeโ€, ossia un cippo di epoca romana rinvenuto a Polla. รˆ una sorta di pietra miliare in cui sono incise le distanze da percorrere per raggiungere Nocera, Capua ed altre localitร  toccate dalla via consolare. Lโ€™autore รจ sconosciuto, ma si vanta sia della costruzione della strada sia di aver introdotto lโ€™agricoltura in quelle terre.

https://www.turistavagamondo.it/2017/12/07/polla-salerno-viaggio-alla-scoperta-dellantica-viabilita-nel-vallo-diano-della-lapis-pollae-antica-epigrafe-romana-latino-incisa-lastra-marmo/

La Tabula Peutingeriana

La via “ab Regio ad Capuam“, chiamata anche via Popilia o via Annia, era una via di estrema importanza: fu percorsa dal poeta romano Lucilio, da Cicerone e da Caligola, giusto per citare alcuni nomi. Era riportata su una delle mappe piรน famose dell’antichitร , la cosiddetta Tabula Peutingeriana, che mostrava tutto l’impero romano e le strade che lo attraversavano. Fu rinvenuta nel 1507 da Konrad Celtes, bibliotecario dellโ€™imperatore Massimiliano I, come copia medievale dellโ€™originale romano. Lunga quasi sette metri, tale mappa era composta da undici “riquadri” (segmenta) cuciti tra loro sui quali era rappresentato tutto il mondo conosciuto, che andava dallโ€™Africa alla Cina. Deve il suo nome al secondo proprietario, Konrad Peutinger, un diplomatico tedesco vissuto tra la fine del โ€˜400 e la prima metร  del โ€˜500. Aprendola e individuando la zona di interesse era possibile, capire l’itinerario di un possibile viaggio, le distanze, la presenza di mari o fiumi lungo il cammino e le soste. Gli autogrill sull’autostrada di oggi un tempo erano le stazioni di posta romane, o mansiones, che si dividevano in due tipologie. Una, le mansiones appunto, erano delle semplici aree di sosta presenti lungo il cammino. Lโ€™altra, le mutationes, erano i luoghi ove si potevano cambiare i cavalli.

http://luciodp.altervista.org/scuola/storia/mappe/peutingeriana.html

Il tragitto

Se un visitatore dell’antichitร  avesse voluto, ad esempio, raggiungere il Vallo di Diano da Eburum, ossia Eboli, avrebbe aperto la Tabula, guardato l’itinerario e capito che l’unica “stazione di servizio” era ad Silarum, cioรจ sul fiume Sele. Il luogo corrisponde all’attuale uscita autostradale di Campagna. Dopodichรฉ, dopo aver cambiato i cavalli, avrebbe proseguito il suo viaggio per Acerronia – Auletta – e Pertusia – Pertosa – passando per le Nares Lucaniae, l’attuale Scorzo. Non esistendo ancora il ponte di Campestrino – dicitura corretta di Campostrino- sarebbe passato da Caggiano per poi ridiscendere. Allo stesso modo, continuando il viaggio, avrebbe incontrato Forum Annii (Polla), Atina (Atena), Forum Popilii (verso Sala Consilina), Marcellianum (dov’รจ oggi il Battistero di San Giovanni in Fonte), Cosilinum (Padula), Tegianum (Teggiano), Sontia (Sanza).

La Regio-Capua proseguiva poi per Reggio Calabria attraversando Castrovillari (Caprasia), Cosenza (Consentia), Vibo Valentia (unione di Vibona e Hipponium, poi Valentia) e Scilla(Scyllaeum). Dalla parte opposta, invece, la strada partiva da Santa Maria Capua Vetere per puntare su Nola (Nola), Palma Campania (Ad Teglanum), Nocera (Nuceria) e Salerno (Salernum).

Il monte Cervati: natura e fede

Cervati: la vetta piรน alta?

Con i suoi 1899 metri s.l.m. il monte Cervati puรฒ essere annoverato tra i piรน alti della Regione. Fa parte dell’Appennino lucano, quella catena di monti che si estende fra la Basilicata, la Campania e la Calabria. Divide il titolo di vetta piรน alta con il massiccio del Matese, in particolare con la cima della Gallinola, che perรฒ รจ situato sul confine con il Molise. Il Cervati, invece, si estende principalmente nel comune di Sanza, toccando anche Monte San Giacomo e Piaggine.

Il Cervati al tramonto.

I fiumi del Cervati

Sul Cervati รจ situata la sorgente del fiume Bussento, uno dei piรน importanti del Parco Nazionale del Cilento. Nasce tra Caselle in Pittari e Sanza, dove scompare sottoterra, per poi ricomparire a Morigerati. Nel comune di Sanza รจ situato il cosiddetto inghiottitoio di Vallivona, una sorta di gola dove si inabissa il fiume, di spettacolare bellezza. Dal Cervati, in localitร  Festole, ha origine anche il Calore lucano, affluente del Sele. Chiamato “lucano” per distinguerlo dall’omonimo fiume che scorre a Benevento, il Calore nell’antichitร  era dedicato a Teti, la madre di Achille. Sbocca nei pressi di Altavilla Silentina, dopo aver ricevuto le acque delle grotte di Castelcivita e di vari torrenti.

http://www.calendarioeventinelcilento.it/Trekking-all%27Inghiottitoio-di-Vallivona-e-all%27Abete-Bianco-Sanza-255.html

Fauna e flora sul Cervati

Su questo massiccio montuoso รจ possibile ammirare lecci, faggi e, in particolare, il cosiddetto Abete bianco, il principe delle conifere. E’ un albero secolare abbastanza raro, che puรฒ vivere fino a 600 anni e avere un’altezza tra i 50 e i 60 metri. E’ chiamato “bianco” per via del colore della sua corteccia, grigio-argentea in gioventรน che poi con il passare del tempo scurisce. Fa da casa a molti volatili, anche se i dominatori indiscussi delle altezze qui sono il nibbio e l’aquila reale. Una menzione a parte meritano la Lontra, animale sempre piรน in via di estinzione, e il Lupo. La prima, testimone di un habitat incontaminato, abita principalmente i bacini idrografici. Il secondo, presente con soli 500 esemplari in tutta Italia, ha colonizzato le zone piรน impervie del Cervati.

Un esemplare di abete bianco.

Spiritualitร  sul Cervati

Racconta la leggenda che un giorno un cacciatore, mentre riposava sul punto piรน alto del Cervati, vide una piccola colomba. Tentรฒ di ucciderla, ma la colomba allegramente schivava i suoi colpi. Ad un certo punto sparรฌ in una grotta tra i rovi. Il cacciatore tagliรฒ i rovi e, entrando nella grotta, vide la colomba posata ai piedi di una statua della Madonna che lo guardava sorridendo. Pentito, il cacciatore si inginocchiรฒ a pregare e, una volta tornato a valle, raccontรฒ il prodigio a cui aveva assistito. Cosรฌ sembra sia nato il culto della Madonna della Neve, particolarmente sentito a Sanza. Ogni anno infatti, tra il 25 e il 26 di luglio, molti fedeli, sanzesi e non, si riuniscono per portare la statua della Madonna sul Santuario sul Cervati. Venti km in salita, di notte, che verranno percorsi al contrario dopo dieci giorni, il 5 agosto, quando la statua tornerร  in paese. Una volta giunta nella Chiesa Madre avranno inizio i solenni festeggiamenti.

https://www.italia2tv.it/2015/07/29/sanza-in-centinaia-sul-cervati-per-la-processione-della-madonna-della-neve/

Il Battistero di San Giovanni in Fonte

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Il Battistero: un unicum mondiale

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte รจ un edificio religioso situato sul confine tra Padula e Sala Consilina, ma ricadente in territorio padulese. Sorge nellโ€™antico Marcellianum, l’antico latifondo agricolo della sovrastante cittร  di Cosilinum, ora Padula, e costeggia la via Popilia, una delle strade piรน importanti del mondo romano. La sua caratteristica principale รจ quella di essere l’unico Battistero al mondo ad essere stato costruito su di una sorgente perenne, che alimenta la vasca battesimale. L’edificio probabilmente risale al IV secolo a.C. e fu dedicato a papa Marcello, colui che istituรฌ nuove diocesi ed impose la presenza di un battistero per ogni diocesi.

Dall’interno del Battistero verso l’esterno.

Un po’ di storia

Prima di essere adibito ad uso cristiano, perรฒ, il Battistero era un tempio marino dedicato alla ninfa Leucothรจa, “la dea bianca”, colei che offre nell’Odissea il suo velo a Ulisse per salvarlo dalla furia del mare. La trasformazione dell’edificio da pagano a cristiano รจ abbastanza tipica del periodo paleocristiano, in quanto con il diffondersi della nuova religione spesso si preferiva convertire i vecchi edifici (soprattutto se rispondevano alle mutate esigenze) anzichรฉ costruirne di nuovi.

L’esterno del Battistero.

Il Battistero e il rito del battesimo

Un altrettanto interessante connubio fra Oriente e Occidente รจ che in questo Battistero si veniva convertiti al Cristianesimo mediante il rito orientale dellโ€™immersione completa. Cassiodoro, storico romano, in una lettera del 527 al re dei Visigoti Alarico riferisce anche di un prodigio che si verificava la notte di Pasqua. Il battezzato scendeva sette scalini, simboleggianti i sette peccati capitali, presenti nella vasca battesimale. Una volta giunto sul fondo lโ€™acqua della sorgente riempiva la vasca battesimale, raggiungeva il livello della gola e poi “miracolosamente” ritornava al suo livello normale. Questa particolaritร  faceva si che molti fedeli frequentassero questo luogo. Altra notizia, riportata sempre da Cassiodoro, รจ che nei paraggi del Battistero ogni anno, il 16 settembre, si teneva una fiera, la fiera di San Cipriano, in cui molti venivano derubati. Lo storico esprime la sua disapprovazione per questi furti, non ritenendoli adatti alla sacralitร  del luogo, e chiede maggiore sicurezza.

L’interno del Battistero.

L’Ordine dei Cavalieri di Malta

Nel 1077 il Battistero diviene proprietร  dei monaci benedettini del complesso della SS. Trinitร  di Venosa, ed รจ in questo periodo che assume il nome di San Giovanni delle Fonti. E’ interessante notare come anche il complesso monastico di Venosa abbia un battistero paleocristiano con ben due vasche battesimali, una esagonale e una cruciforme. Nel XV secolo il Battistero passa nelle mani dell’Ordine dei Cavalieri di Malta diventando una Commenda, ossia un luogo dove i pellegrini potevano riposarsi. In Campania erano molte le Commende dell’Ordine: oltre a Padula vi erano Napoli, Salerno, Capua, Aversa, Lauro, Marigliano, Alife, Cicciano, Montesarchio e Buccino. Successivamente, dopo varie trasformazioni, il Battistero entra a far parte dei beni della Certosa di Serra San Bruno.

Il Battistero paleocristiano oggi

Da qui il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte passa al demanio comunale, per poi sparire. Ricomparirร  soltanto alla fine dellโ€™Ottocento, e in pessime condizioni; bisognerร  aspettare i restauri condotti dalla Soprintendenza tra il 1985 e il 1987 per capirne la struttura originaria. Probabilmente lโ€™edificio era articolato intorno alla vasca centrale, contornata da archi a tutto sesto, che a loro volta reggevano una cupola. Prospiciente alla vasca vi รจ un piccolo ambiente con un altare di pietra. Nei pennacchi delle volte vi sono dei frammenti di affreschi, di probabile matrice bizantina, raffiguranti una processione di santi; sempre sulla volta sono collocate altre quattro teste, che probabilmente rappresentano i quattro Evangelisti. 

Rete dei Musei del Vallo di Diano

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Una vallata, 16 Comuni, 22 Musei in rete A oltre un anno dalla firma del protocollo dโ€™intesa โ€œRete dei Musei del Vallo di Dianoโ€ nella chiesa di San Nicola de Domnis di Padula, lโ€™iniziativa, supportata dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, continua e si rinnova con nuove iniziative e l’adesione alla rete di altri tre […]

Comunitร  del carciofo al Festival della Dieta Mediterranea

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Grotte, carciofo e monachesimo al Festival della Dieta Mediterranea 2018

Domenica 19 agosto 2018 alle ore 21.00 la Fondazione MIdA sarร  al centro della serata organizzata nell’ambito del Festival della Dieta Mediterranea presso i giardini del Palazzo Vinciprova a Pollica: degustazioni e dialoghi con la comunitร  del carciofo, alla scoperta dei luoghi e dei musei del territorio.

Ilย Festival della Dieta Mediterraneaย รจ un contenitore di iniziative, sviluppate lungo circa quaranta giorni nel periodo estivo, che ruotano intorno agli aspetti culturali e antropologici piรน interessanti dello stile di vita mediterraneo. La manifestazione, promossa annualmente daย Legambiente Onlusย e dalย Comune di Pollicaย con il patrocinio delย Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Dianoย e con il supporto dellโ€™organizzazione di produttoriย Alma Seges: comprende incontri, dibattiti, showcooking, spettacoli teatrali per bambini, concerti musicali, escursioni e tante altre attivitร . Gli eventi hanno come base il borgo diย Pioppiย e, in particolare, Palazzo Vinciprova, sede delย Museo Vivente della Dieta Mediterraneaย e delย Museo Vivo del Mare, ma si estendono a tutto il comune di Pollica.

La Fondazione MIdA non poteva mancare ad una manifestazione di tale importanza, visto il suo impegno nel mantenere vive le tradizioni anche agricole, nel ricercare le radici di un territorio e soprattutto nel salvaguardare l’ambiente.

Scarica locandina

Per maggiori informazioni www.ecomuseodietamediterranea.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B.A.C.A.S. (borghi antichi cultura arti scienze)

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B.A.C.A.S. (borghi antichi cultura arti scienze)

Oggi a Teggiano, nello splendido Castello Macchiaroli, alle ore 18.00 si terrร  il taglio del nastro della prima stagione di eventi del Centro di Cultura Arti e Scienze B.A.C.A.S. Alla presenza di autoritร , degli artisti e dei soci fondatori del progetto, saranno presentate le anteprime delle mostre e delle attivitร  che si svolgeranno dal 6 al 16 luglioย  2018.

B.A.C.A.S. – Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze nasce dalla passione per la propria arte e lโ€™amore per la terra dโ€™origine dell’ideatore, Pietro Costa, che da New York non ha mai dimenticato le sue radici., tanto da realizzare questo progettoย che dร  il via alla formazione di un Centro Internazionale di Arti e Cultura nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.ย La casa di B.A.C.A.S. sarร  appunto il Castello Macchiaroli, situato nel delizioso borgo antico di Teggiano, il cuore del Vallo di Diano, la grande incantevole valle del Parco, circondata da montagne mozzafiato.
Artisti visuali, scrittori, poeti, musicisti e architetti, alcuni originari della regione e altri americani innamorati del luogo, si riuniscono intorno a Pietro Costa, con l’obiettivo principale diย ampliare il dialogo fra artisti e studiosi, promuovendo collaborazioni interdisciplinari fra artisti e studiosi per favorire uno scambio continuo di energie creative attraverso un progetto multi-disciplinare che sostenga artisti e studiosi nella creazione del proprio lavoro.
B.A.C.A.S. offre residenze, ospita mostre, organizza laboratori, workshops universitari, seminari e conferenze e si prefigge di invitare nomi importanti della cultura americana e italiana, inย  collaborazione con le attivitร  artistiche, culturali e sociali che giร  operano sul territorio, per ampliare e approfondire il dialogo con il contesto locale.

La prima edizione di BACAS si terrร  dal 6 al 16 luglio 2018 al Castello Macchiaroli, con il primo ciclo di programmazioni.

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