La città museo di Teggiano, ricca di ineguagliabile fascino e di tesori d’arte, dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO, è un gioiello medioevale che si racconta ai visitatori in tutto il suo splendore di storia, cultura e natura. Il paese, adagiato su un colle, mostra con orgoglio le sue antiche origini, databili alla fine del VI secolo a.C. Dell’epoca romana rimangono numerosi frammenti classici e la stessa pianta cittadina, costruita sul cardo e sul decumano: camminando tra le vie del paese si possono scorgere reperti dell’età romana murati sulle facciate delle case, portali in pietra che recano scolpiti stemmi gentilizi e chiostri impreziositi
da bellissimi affreschi.
Ma è sicuramente l’epoca medioevale a rendere Teggiano uno scrigno d’arte e d’architettura, di notevole interesse storico e urbanistico: nel corso dei secoli il centro storico ha infatti conservato inalterate le tracce dell’epoca normanna, ad iniziare dall’originaria struttura del Castello, che padroneggia la città, oggetto poi di importanti interventi di restauro voluti dai principi Sanseverino. Proprio per i pregevoli esempi di architettura civile e religiosa, Teggiano è conosciuta anche come l’Urbino dell’Italia Meridionale e può fregiarsi dell’appellativo di città-museo. Immancabile è una visita tra i monumenti storici e le 13 chiese, delle quali Teggiano si compone essendo anche sede storica della Diocesi di Teggiano-Policastro.
Cosa vedere
Castello Macchiaroli
Il Castello Macchiaroli, situato nella città museo di Teggiano al centro del Vallo di Diano, costruito in epoca Normanna è fra i più importanti dell’Italia Meridionale. Il castello fu poi ampliato agli inizi del ‘400 dal re di Napoli Ladislao di Durazzo, nel breve periodo in cui Diano, oggi Teggiano, fu annessa al demanio regio. Nel 1417 i principi di Sanseverino provvidero invece a costruire la cortina difensiva con il fossato. In questo periodo di appartenenza ai Sanseverino, il castello fu sede di importanti avvenimenti storici come la celeberrima Congiura dei Baroni nel 1485, sotto la guida di Antonello II Sanseverino, principe di Salerno, contro il Re di Napoli Ferrante I d’Aragona. Successivamente, nel corso dei secoli, ha mutato il suo ruolo passando da bellicosa fortezza a tranquilla residenza feudale, succedendosi ai vari proprietari fino al 1860 quando, la monumentale struttura, fu acquistata dai Macchiaroli, famiglia che ne è tuttora proprietaria.
Cinto da una cortina pentagonale con torri angolari, secondo l’impianto consueto nelle fortificazioni aragonesi, il castello è dotato di un ampio cortile interno.
Museo delle Erbe e Viridarium
Il Museo delle Erbe e Viridarium sorge nel centro storico e si colloca in perfetta sintonia con l’ambiente naturale. Particolarmente interessanti sono le sezioni dedicate alle medicine naturali, alle preparazioni farmaceutiche, all’antico germoplasma dell’entroterra salernitano e alle emergenze floristiche del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Museo delle Arti e delle Tradizioni del Vallo di Diano
Il Museo delle Arti e delle Tradizioni del Vallo di Diano è uno scrigno di reperti, mantenuti vivi nella loro funzione originaria. All’interno si può trovare una gran quantità di oggetti perfettamente funzionanti, dal telaio per tessere la tela alla gromola per la canapa, filatoi, aratri, lucerne, ed ogni sorta di utensili, un letto in ferro battuto, vasi di ceramica e terracotta antichi, forbici per la tosatura di ovini pecore, fotografie e tante antiche immagini, tutti fedeli testimoni di epoche e vita passate. La raccolta è completata da costumi e documenti su processi produttivi ancor oggi seguiti, come la lavorazione del pane, dei latticini, dei formaggi, e la produzione del vino e dell’olio.
Chiesa ed ex Convento della SS. Pietà e le 13 chiese
L’ ex Convento della Pietà risale al Trecento. Inizialmente costruito per le monache benedettine e successivamente destinato ai francescani, fu commissionato dalla famiglia Sanseverino. In stile gotico, al suo interno contiene molte opere d’ arte. Oltre a questa imponente Chiesa, Teggiano riserva altri scrigni d’arte e storia religiosa: ben 13 sono le chiese che possono essere visitate!
Museo Diocesano
Ospitato dalla fine dell’Ottocento nell’ex chiesa parrocchiale di San Pietro, seconda per importanza alla matrice di Santa Maria (attuale cattedrale) e sconsacrata per essere adibita a sede di raccolta di opere d’arte litiche, cronologicamente distribuite dalla romanità al XVIII secolo, oggi il Museo si presenta come una collezione d’arte ricca e significativa di opere, che ricoprono un arco cronologico di circa duemila anni. Alcuni affreschi strappati, del XIV secolo ed una serie di statue del Quattrocento e del secolo successivo, arricchiscono la collezione d’arte, oltre ad un corredo di vasi sacri (XVIII e XIX sec.), paramenti liturgici e mezzibusti reliquiari del Seicento.
Prossimi eventi
Alla Tavola della Principessa Costanza
La festa, in programma nei giorni 11/12/13 agosto, è una rievocazione mediovale di un avvenimento storico. Nel 1480 Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano sposa Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, il grande Duca di Urbino.
Dopo le nozze, i Principi si recano in visita a Diano (l’odierna Teggiano), dove per l’occasione l’intero feudo ha organizzato grandiosi festeggiamenti in loro onore.
Percorrendo le antiche stradine, il visitatore potrà rivivere questo evento storico e ammirare fedeli ricostruzioni di ambientazioni e vecchi mestieri come l’arte del fabbro, della terracotta, della pietra, della seta, del coniatore, dell’orafo, del vetraio, del cuoiaio, del cordaio, del maniscalco, del ricamo, della tessitura, della filatura, dello speziale, dello scrivano e inoltre il Corteo Storico, gli Sbandieratori e i Trombonieri, le musiche antiche di Menestrelli e Musici, i Saltimbanchi e i Giocolieri, il Banco di Cambio con gli antichi Coronati, Ducati, Tarì e Tornesi e le Taverne con pietanze medievali.
Per ulteriori info visita il sito della Pro Loco di Teggiano.
Alcune foto sono tratte dalla pagina facebook Alla Tavola della Principessa Costanza.



