Il monte Cervati: natura e fede

Cervati: la vetta più alta?

Con i suoi 1899 metri s.l.m. il monte Cervati può essere annoverato tra i più alti della Regione. Fa parte dell’Appennino lucano, quella catena di monti che si estende fra la Basilicata, la Campania e la Calabria. Divide il titolo di vetta più alta con il massiccio del Matese, in particolare con la cima della Gallinola, che però è situato sul confine con il Molise. Il Cervati, invece, si estende principalmente nel comune di Sanza, toccando anche Monte San Giacomo e Piaggine.

Il Cervati al tramonto.

I fiumi del Cervati

Sul Cervati è situata la sorgente del fiume Bussento, uno dei più importanti del Parco Nazionale del Cilento. Nasce tra Caselle in Pittari e Sanza, dove scompare sottoterra, per poi ricomparire a Morigerati. Nel comune di Sanza è situato il cosiddetto inghiottitoio di Vallivona, una sorta di gola dove si inabissa il fiume, di spettacolare bellezza. Dal Cervati, in località Festole, ha origine anche il Calore lucano, affluente del Sele. Chiamato “lucano” per distinguerlo dall’omonimo fiume che scorre a Benevento, il Calore nell’antichità era dedicato a Teti, la madre di Achille. Sbocca nei pressi di Altavilla Silentina, dopo aver ricevuto le acque delle grotte di Castelcivita e di vari torrenti.

http://www.calendarioeventinelcilento.it/Trekking-all%27Inghiottitoio-di-Vallivona-e-all%27Abete-Bianco-Sanza-255.html

Fauna e flora sul Cervati

Su questo massiccio montuoso è possibile ammirare lecci, faggi e, in particolare, il cosiddetto Abete bianco, il principe delle conifere. E’ un albero secolare abbastanza raro, che può vivere fino a 600 anni e avere un’altezza tra i 50 e i 60 metri. E’ chiamato “bianco” per via del colore della sua corteccia, grigio-argentea in gioventù che poi con il passare del tempo scurisce. Fa da casa a molti volatili, anche se i dominatori indiscussi delle altezze qui sono il nibbio e l’aquila reale. Una menzione a parte meritano la Lontra, animale sempre più in via di estinzione, e il Lupo. La prima, testimone di un habitat incontaminato, abita principalmente i bacini idrografici. Il secondo, presente con soli 500 esemplari in tutta Italia, ha colonizzato le zone più impervie del Cervati.

Un esemplare di abete bianco.

Spiritualità sul Cervati

Racconta la leggenda che un giorno un cacciatore, mentre riposava sul punto più alto del Cervati, vide una piccola colomba. Tentò di ucciderla, ma la colomba allegramente schivava i suoi colpi. Ad un certo punto sparì in una grotta tra i rovi. Il cacciatore tagliò i rovi e, entrando nella grotta, vide la colomba posata ai piedi di una statua della Madonna che lo guardava sorridendo. Pentito, il cacciatore si inginocchiò a pregare e, una volta tornato a valle, raccontò il prodigio a cui aveva assistito. Così sembra sia nato il culto della Madonna della Neve, particolarmente sentito a Sanza. Ogni anno infatti, tra il 25 e il 26 di luglio, molti fedeli, sanzesi e non, si riuniscono per portare la statua della Madonna sul Santuario sul Cervati. Venti km in salita, di notte, che verranno percorsi al contrario dopo dieci giorni, il 5 agosto, quando la statua tornerà in paese. Una volta giunta nella Chiesa Madre avranno inizio i solenni festeggiamenti.

https://www.italia2tv.it/2015/07/29/sanza-in-centinaia-sul-cervati-per-la-processione-della-madonna-della-neve/
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