Cosa succede quando si fermano le visite in grotta?

Ogni anno, la Fondazione MIdA sospende le attività a gennaio, e per oltre un mese, per il fermo biologico: la grotta chiude alle visite per permettere la rigenerazione dell’habitat, ristabilendo le naturali condizioni di buio e di assenza dell’uomo nella cavità, favorendo il riequilibrio naturale dei fattori abiotici e della straordinaria vita che popola questi ambienti.

Tutto ciò è di fondamentale importanza per migliorare la resilienza dell’ecosistema grotta, ovvero la capacità di tollerare eventi di disturbo e di ristabilire le funzioni e i processi naturali velocemente.

Gli indicatori biologici e chimico-fisici che indicano lo stato dell’ecosistema sono costantemente monitorati e la Fondazione MIdA già opera per ridurre al minimo l’impatto delle visite turistiche (ingressi limitati, illuminazione controllata, centraline di monitoraggio, chiusura di alcuni ambienti più fragili), ma questi giorni di fermo forzato non possono che far bene.

Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere!

A causa di questo stop le Grotte intanto riposano e si rigenerano. Avremo tutto il tempo per studiare gli effetti del fermo prolungato per una migliore comprensione dei processi ecologici che caratterizzano questi ambienti così particolari, essenziale per valutare nuove prospettive di conservazione a lungo termine dei siti speleologici e progettare strategie sempre più efficaci volte ad una gestione sostenibile del turismo in grotta e alla tutela degli ecosistemi sotterranei.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *