Arte contemporanea nelle Grotte di Pertosa-Auletta

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L’opera

Un cubo di due metri di lato, ottenuto grazie al sapiente intreccio delle manichette utilizzate per l’irrigazione. Riciclo creativo che diventa materiale artistico nell’installazione di arte contemporanea “Penelope” di Eugenio Giliberti, in mostra alle Grotte di Pertosa-Auletta.

“Penelope”

Il progetto di arte contemporanea

L’iniziativa rientra nel progetto espositivo Parco dell’Arte contemporanea nel Vallo di Diano. Opere, idee, progetti, persone dalla collezione del Madre“, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati, realizzato in occasione della Summer Universiade Napoli 2019 e Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Con esso l’Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania e la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/museo Madre si propongono di costruire nel Vallo di Diano nuovi percorsi turistici dedicati all’arte contemporanea. Prendendo spunto da episodi storici che hanno influenzato la nascita dell’Europa, tale progetto si propone di mettere in connessione il Vallo di Diano, Napoli e Matera come tappe di un unico viaggio culturale.

L’interno dell’opera.

Descrizione dell’installazione

Un intreccio di identità ed etnie che ha sempre caratterizzato il Vallo, intreccio che si riflette nell’installazione artistica. “Penelope”, realizzata al Museo Madre in occasione del workshop didattico #MadreTerra dedicato all’integrazione sociale, è un’opera che evoca ricordi mitici. Così come, infatti, la fedele sposa di Ulisse tesseva e disfaceva la sua tela, così i tubicini sono stati pazientemente intrecciati e piegati. Un lavoro noioso, così lo definisce l’autore, ma che proprio dalla sua ripetitività si è caricato di maggiori significati. Una metafora dell’esistenza, che si è avvalsa dell’aiuto di ragazzi dai 14 ai 18 anni nella creazione di un’opera collettiva. “Il processo ripetitivo” – dice l’artista – “consente di arricchire quell’immagine interna (il progetto) con molti materiali diversi. Devo a questo arricchimento molti errori che mi costringono continuamente a girarmi indietro, interrompere, correggere, a non perdere veramente mai il controllo.

Il pannello didascalico.

Sedi del percorso espositivo

Oltre alle Grotte di Pertosa-Auletta, le altre sedi interessate sono il Castello Macchiaroli e il chiostro della Santissima Pietà, entrambi a Teggiano. Nel primo sono esposte opere di Marisa Albanese, Monica Biancardi, Bianco-Valente, Paolo Bini, Gianni De Tora, Jimmie Durham, Mimmo Jodice, Pierpaolo Lista, Nino Longobardi, Mimmo Paladino, Gloria Pastore, Luciano Romano, Ivano Troisi, Nicholas Tolosa e Michele Iodice. Al secondo piano del Castello è presentata la mostra personale di Pietro Costa Alla luce di tutto, che comprende due progetti sviluppati nel corso degli anni: donor project light structures.

Il chiostro della Santissima Pietà ospita invece due panchine marmoree di Domenico Bianchi e l’opera ceramica Vaso di Ugo Marano.

Un’altra installazione sarà realizzata a settembre nel centro storico di Teggiano in collaborazione con BACAS, Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze, Vallo di Diano-New York. Tutte le opere saranno esposte sino al 15 febbraio 2020.

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