Scuole in Grotta 2019

,

Caro insegnante, quest’anno il catalogo didattico contiene alcune novità, a partire dalle visite alle Grotte. Le Grotte di Pertosa-Auletta hanno due caratteristiche che le rendono speciali: il fiume sotterraneo Negro, unico in Italia navigabile, e i resti di palafitte risalenti al II millennio. Quest’anno, quindi, abbiamo pensato di aggiungere alla visita guidata per i tuoi […]

Le Grotte di Pertosa-Auletta al 113° Congresso della Società Botanica Italiana

,
Presentato al 113° Congresso della Società Botanica Italiana (V International Plant Science Conference), tenutosi a Fisciano dal 12 al 15 Settembre 2018, un poster sulla microflora delle vermicolazioni delle Grotte di Pertosa-Auletta.
Le cavità sotterranee sono ambienti ancora poco studiati, che ospitano nelle loro particolarissime nicchie ecologiche un’ampia diversità di microrganismi estremofili, altamente specializzati ed adattati alle condizioni proibitive dell’ambiente di grotta. Il loro ruolo nei processi di formazione di speleotemi ed altre enigmatiche strutture ricorrenti in questi ambienti, come le vermicolazioni, risulta ancora ignoto. Quel che si sa, al momento, è che i depositi vermicolari brulicano di vita e rappresentano un punto di riferimento prezioso per scienziati e ricercatori che operano nel campo della microbiologia di grotta. Dalle analisi effettuate sono emerse numerose evidenze biologiche, che indicano un’intensa attività microbica e suggeriscono l’importante funzione dei microrganismi nella genesi delle vermicolazioni. Essi, infatti, arricchiscono la matrice calcitica di materia organica, minerali secondari ed altre sostanze filamentose che favoriscono l’aggregazione delle particelle incoerenti di cui i depositi sono costituti.
Il progetto è stato generosamente finanziato dalla Fondazione MIdA, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università degli Studi di Salerno, il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Bologna e l’Istituto di ricerca IRNAS di Siviglia.
Rosangela Addesso

Comunità del carciofo al Festival della Dieta Mediterranea

, ,

Grotte, carciofo e monachesimo al Festival della Dieta Mediterranea 2018

Domenica 19 agosto 2018 alle ore 21.00 la Fondazione MIdA sarà al centro della serata organizzata nell’ambito del Festival della Dieta Mediterranea presso i giardini del Palazzo Vinciprova a Pollica: degustazioni e dialoghi con la comunità del carciofo, alla scoperta dei luoghi e dei musei del territorio.

Il Festival della Dieta Mediterranea è un contenitore di iniziative, sviluppate lungo circa quaranta giorni nel periodo estivo, che ruotano intorno agli aspetti culturali e antropologici più interessanti dello stile di vita mediterraneo. La manifestazione, promossa annualmente da Legambiente Onlus e dal Comune di Pollica con il patrocinio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e con il supporto dell’organizzazione di produttori Alma Seges: comprende incontri, dibattiti, showcooking, spettacoli teatrali per bambini, concerti musicali, escursioni e tante altre attività. Gli eventi hanno come base il borgo di Pioppi e, in particolare, Palazzo Vinciprova, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea e del Museo Vivo del Mare, ma si estendono a tutto il comune di Pollica.

La Fondazione MIdA non poteva mancare ad una manifestazione di tale importanza, visto il suo impegno nel mantenere vive le tradizioni anche agricole, nel ricercare le radici di un territorio e soprattutto nel salvaguardare l’ambiente.

Scarica locandina

Per maggiori informazioni www.ecomuseodietamediterranea.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusa l’esercitazione sulla sicurezza alimentare_CeRVEnE

,

Dal 29 al 31 maggio 2018 si è tenuta una esercitazione regionale relativa alla sicurezza alimentare in caso di eventi straordinari

42 partecipanti tra medici, medici veterinari, docenti universitari e membri della protezione civile, hanno preso parte a simulazioni e incontri formativi sulla gestione delle emergenze, per la prima volta in regione Campania.

L’esercitazione voluta dall’U.O.D. Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Campania e coordinata dai Centri di riferimento regionali CeRVEnE (per le emergenze non epidemiche) e CRIPAT (per la Sicurezza nella ristorazione collettiva) si è conclusa con grande soddisfazione dei partecipanti che a Pertosa hanno attivato un’area accoglienza (tendopoli) per ospitare una comunità colpita da un sisma.

All’esercitazione hanno partecipato rappresentanti della Regione Lombardia, Piemonte, Sardegna ed Emilia Romagna, quest’ultima valutatrice di tutta l’operazione, oltre al Gopi Caggiano Onlus, Gopi Polla Onlus, Gopi Palomonte, Gruppo di Protezione civile di Pertosa, Comitato Regionale Anpas Campania, Associazione VOLA Protezione Civile che hanno contribuito non solo alla realizzazione del campo, ma ovviamente all’intera simulazione. Nel corso dell’esercitazione, sono stati presenti per dare il proprio apporto il Direttore generale della Protezione Civile della Regione Campania, Massimo Pinto e la Direttice Sanitaria dell’Asl Salerno, Maria Vittoria Montemurro.

Nel corso dell’esercitazione, inoltre, è stata simulata una allerta notturna in caso di sisma che ha attivato la Protezione civile regionale e le 7 Asl della Campania, nonché il distretto di Sala Consilina per l’attivazione sul posto di medici e di veterinari. I tempi di intervento sono stati accettabili (30 minuti circa), ma la simulazione ha permesso di registrare alcune procedure da migliorare.

E’ stata un’esperienza formativa unica, resa speciale dall’ospitalità delle comunità di Auletta e Pertosa e dalla Fondazione MIdA, sede da qualche mese proprio del Centro di riferimento regionale per le emergenze non epidemiche-CeRVEnE!

Un ringraziamento a tutti coloro che in caso di calamità naturali sacrificano la loro vita per la sicurezza di uomini, animali e beni culturali!

 

 

 

 

 

 

 

Territori spezzati: l’Osservatorio sul Doposisma a Siena

Dai territori spezzati per coltivare uno spazio di futuro

Dal 24 al 26 maggio si è svolto il convegno “Territori spezzati. Cause e conseguenze della decrescita demografica e dell’abbandono nelle aree interne in Italia dall’Unità ad oggi”. Il convegno è stato promosso dal Laboratorio di Geografia dell’Università di Siena e dal Centro Italiano per gli studi Storico-Geografici.

Nelle moltissime relazioni esposte si è analizzata la situazione dei tanti territori del margine presenti sul territorio italiano, le zone montane alpine e appenniniche, le zone periferiche e la loro cronica lotta per la sopravvivenza.

L’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione MIdA è intervenuto con una relazione dal titolo “Energie dalla terra. Storie di ritorni e innovazioni in agricoltura in Campania e Basilicata”, curata da Carlotta Ebbreo e Stefano Ventura. Nell’intervento è stato esposto il percorso di ricerca svolto tra il 2015 e il 2016 sul ritorno all’agricoltura nel Cilento interno e nel Vallo di Diano, attraverso una serie di storie esemplari che potessero fornire spunti e evidenziare problemi e temi concreti. Il dibattito complessivo ha visto emergere spesso le opportunità e i problemi che la Strategia nazionale Aree interne sta affrontando in tutta Italia e anche nel Vallo di Diano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’unico fiume sotterraneo navigabile in Italia

Le Grotte di Pertosa-Auletta sono costituite da tre rami pressoché paralleli di cui quello più settentrionale ospita il percorso turistico, mentre gli altri due, il mediano e quello più meridionale, costituiscono i settori ipogei più marcatamente speleologici. Il ramo più meridionale, denominato Ramo della sorgente, è attraversato per tutto il suo sviluppo da un corso […]

Convegno su Biolaghi e Biopiscine

,

Soluzioni sostenibili per il turismo rurale: biolaghi e biopiscine

Se ne parlerà il 19 aprile 2018 presso l’Auditorium MIdA 01 a Pertosa durante il convegno organizzato da Biolaghetto.it Italia e da Studio ARCA con il patrocino della Fondazione MIdA, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Salerno.

Obiettivo del convegno è quello di portare a conoscenza degli operatori territoriali, i biolaghi e le biopiscine, soluzioni integrabili nelle aree naturali protette e compatibili con un agricoltura a basso impatto ambientale e funzionali al miglioramento della rete ecologica territoriale e all’offerta di un turismo rurale di qualità.

L’incontro servirà a fornire informazioni utili sulla progettazione, sulle tecniche di realizzazione, sulle caratteristiche delle piante acquatiche e saranno illustrati casi studio sul territorio nazionale.

Per maggiori informazioni: 349 0892525 – luivic04@gmail.com

Per registrazioni: www.biolaghettoitalia.eventbrite.it

 

Scarica il programma

Gli scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta

Le prime indagini archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta furono compiute nel 1898 da due studiosi, Giovanni Patroni e Paolo Carucci, che separatamente condussero i loro lavori nell’ampia antegrotta presso l’ingresso. Patroni non approfondì oltre il metro, ma emerse comunque un’articolata stratigrafia che restituì numerosi reperti riferibili a differenti fasi di frequentazione umana della grotta. Venne […]

Origine e formazione delle Grotte di Pertosa-Auletta

I principali processi che intervengono nella formazione delle grotte (appunto i fenomeni di speleogenesi) si possono raggruppare come segue: azione delle soluzioni acquose, con la loro capacità di esercitare la corrosione sui calcari e di ridepositare carbonato di calcio in forma di concrezioni; azione delle acque in quanto operano un’erosione meccanica sul letto dei fiumi […]

Studio e passione per la propria terra: Rosangela Addesso e le vermicolazioni

,

Le vermicolazioni della Grotta di Pertosa-Auletta, un brulicare di forme di vita estrema.

È bastata una piacevole chiacchierata con il Direttore Scientifico della Fondazione MIdA, Mariana Amato, riguardo al mio desiderio di svolgere l’elaborato di tesi magistrale su un qualcosa che potesse dare un contributo alla mia terra, per ritrovarmi catapultata nel favoloso mondo delle vermicolazioni. Giuro di non averle mai notate prima, nonostante frequentassi la Grotta di Pertosa-Auletta sin da quando ero solo una bambina. Di fatto, spesso si confondono con l’ambiente circostante ed in qualche caso diventa difficile anche notarle. Eppure la grotta ne è particolarmente ricca. La quasi totalità delle pareti rocciose, infatti, risulta essere ricoperta da questi affascinanti depositi sottili, irregolari e discontinui di particelle incoerenti con dimensioni < 10 µm, che presentano svariate morfologie, dalle maculate alle dendritiche, da quelle “a pelle di leopardo” a quelle “a geroglifici”, con colori che vanno dal grigio chiaro al marroncino, fino ad arrivare a colorazioni molto scure, in qualche caso verdastre.

La mia avventura è iniziata nel febbraio del 2017, quando mi sono recata presso il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli” a Bologna per dedicarmi ad un’attenta ricerca bibliografica rivolta a questo particolare fenomeno molto ricorrente in ambienti ipogei. Qui ho avuto il piacere di conoscere lo straordinario Jo De Waele, docente di Geografia e Speleologia nei Corsi di Laurea in Scienze Naturali e Geologiche presso l’Università di Bologna Alma Mater, nonché speleologo di fama internazionale impegnato in diverse spedizioni esplorative geografiche organizzate dal celebre team “La Venta”, che mi ha messo in contatto con il gruppo di ricerca di Siviglia, con cui ho svolto parte del mio studio a contatto con grandi professionisti nel campo della microbiologia. In merito all’origine delle vermicolazioni, osservate e documentate in grotte di tutto il mondo, si sa ancora molto poco; di fatto, esistono numerose teorie in letteratura, anche abbastanza datate, che restano tali, poiché basate sulla semplice osservazione del fenomeno, senza evidenze sperimentali che permettano di dimostrarle. C’è chi parla di un’origine chimica, dovuta a decalcificazione della roccia per acque percolanti o di condensazione, tipicamente presenti in questo tipo di ambiente, e chi invece sostiene l’origine fisica, secondo cui gli aggregati si formano per neutralizzazione di cariche elettriche presenti sulle superfici delle particelle o per disidratazione/inumidimento di depositi che si accumulano sulle superfici per fenomeni di varia natura. E poi c’è l’origine biologica, dovuta ad attività microbica con processi di dissoluzione della roccia, precipitazione di minerali secondari, arricchimento di materia organica ed altre sostanze che favoriscono l’aggregazione di queste particelle ad opera di microrganismi. Recentemente, gli studi si stanno concentrando su un approccio interdisciplinare per chiarire i processi che effettivamente portano alla formazione ed alla diversificazione delle vermicolazioni, scopo ultimo anche del mio lavoro di tesi. Più precisamente, ho svolto una caratterizzazione microbiologica delle vermicolazioni, presso il Dipartimento di Microbiologia Ambientale dell’istituto di ricerca IRNAS (Instituto de Recursos Naturales y Agrobiología de Sevilla) di Siviglia, e una caratterizzazione geochimica presso il Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli” dell’Università degli Studi di Salerno, sotto la supervisione della Prof.ssa Daniela Baldantoni, docente di Ecologia Applicata del Corso di Laurea in Scienze Ambientali.

Applicando le moderne tecnologie di biologia molecolare, è emerso che le vermicolazioni brulicano di vita ed un notevole quantitativo del DNA isolato dai campioni prelevati dalle Grotte di Pertosa-Auletta non trova riscontro nelle banche dati utilizzate comunemente. Ciò dimostra quanto il mondo sotterraneo è ancora molto poco studiato, motivo per cui vanno via via aumentando gli studi microbiologici in ambienti ipogei, considerati habitat estremi per le condizioni ostili allo sviluppo della vita (assenza di luce, umidità elevata, pH e temperature estreme, alte concentrazioni di gas…), ma che rappresentano nicchie ecologiche per estremofili altamente specializzati ed adattati alle condizioni estreme della grotta, molto simili a quelle che si possono trovare sulla superficie di altri pianeti, come Marte. Non a caso, il gruppo di ricerca di Siviglia, che mi ha guidato nella prima parte della ricerca, collabora con la NASA e con l’ESA per la formazione degli astronauti nel campo della microbiologia e dell’astrobiologia, in vista della missione esplorativa del 2035 su Marte. Presto approfondiremo, in collaborazione con altri docenti dell’Università degli Studi di Salerno, alcuni aspetti rilevanti emersi da questo studio preliminare. I dati saranno poi pubblicati in letteratura, data la scarsità di lavori a riguardo.

Non smetterò mai di ringraziare la Fondazione MIdA, in particolare la figura del Presidente Francescantonio D’Orilia e la Prof.ssa Mariana Amato, per l’opportunità di crescita che mi è stata data, un notevole esempio di investimento sui giovani di un luogo che ha molto da offrire anche nel campo della Scienza.

Rosangela Addesso